
«La Seconda guerra mondiale è stato un momento fondamentale. Un momento in cui i soldati italo-americani sono tornati nel loro paese d’origine, l’Italia, per la prima volta, per lottare e liberarla dalle forze naziste. L’alleanza che abbiamo oggi affonda le radici in un passato ricco, forte e bellissimo». Con queste parole Tracy Roberts-Pounds, Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, ha sottolineato il valore storico e simbolico della mostra “La Reggia liberata. L’occupazione militare alleata, la resa tedesca, la restituzione all’Italia (1943-1947)” all’Archivio di Stato di Caserta. L’esposizione, visitabile gratuitamente fino al 2 settembre, ricostruisce attraverso fotografie e documenti inediti i quattro anni in cui la Reggia di Caserta divenne il quartier generale alleato per il Mediterraneo, teatro di decisioni cruciali per la fine del conflitto in Europa. Tra queste, la meno nota “Resa di Caserta”, firmata il 29 aprile 1945, che sancì la capitolazione delle forze tedesche in Italia, anticipando di pochi giorni la fine della guerra in Europa.

«Mantenere viva la memoria di tutte le sofferenze patite per costruire un’identità democratica, dove i cittadini trovino spazio e siano riconosciute tutte le libertà, è un dovere di tutte le istituzioni», ha dichiarato il Prefetto di Caserta, Lucia Volpe. «Questi valori ci distinguono e devono rimanere saldi. La Reggia, simbolo di bellezza e resistenza, ci ricorda che la libertà non è scontata». La mostra, curata da Fortunata Manzi, direttrice dell’Archivio di Stato, e dal ricercatore Giuseppe Angelone, con il contributo dello storico Paolo De Marco, nasce da un meticoloso lavoro di ricerca negli archivi statunitensi (NARA) e nel recentemente acquisito archivio storico della Reggia. Tra i cimeli esposti, spicca l’unica foto conosciuta del bombardamento su Caserta del 27 agosto 1943, insieme a immagini di esercitazioni militari, cerimonie e momenti di vita quotidiana delle truppe alleate.
Dal 1943 al 1947, il complesso vanvitelliano visse una doppia vita: da un lato, sede strategica per gli Alleati, con uffici operativi installati persino nel parco; dall’altro, patrimonio minacciato da saccheggi e distruzioni. «Eppure, sia gli Alleati che il personale italiano lavorarono per salvaguardarla», spiegano i curatori. La sottocommissione Monuments Fine Arts and Archives – la stessa celebrata nel film “The Monuments Men” – e il direttore Francesco Noce, con i suoi rapporti quotidiani, furono fondamentali per proteggere il sito. «La mostra ha già attirato tantissimi visitatori, curiosi di scoprire questa pagina di storia – ha aggiunto Fortunata Manzi – Per l’occasione, abbiamo riaperto l’Archivio anche il sabato, giorno in cui era chiuso. Vogliamo che tutti, soprattutto le famiglie, possano vedere cosa rappresentò la Reggia in quegli anni». La mostra sarà aperta fino al 2 settembre, dal lunedì al venerdì (8:30-15:30) e il sabato (8:30-13:30). Un’occasione unica per ripercorrere, attraverso scatti e carte d’archivio, il ruolo di Caserta nella liberazione d’Italia e nella costruzione di un’Europa libera. “Quel saccheggio e sbriciolamento delle ossa della Patria”, come lo definì Noce, non cancellò l’identità della Reggia. Anzi, la rese simbolo di rinascita. E oggi, a 80 anni da quei giorni, la sua storia parla ancora.

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