
“IL CONSIGLIO REGIONALE CAMPANO CEDE, ANCORA UNA VOLTA, ALLE PRESSIONI DELLA LOBBY VENATORIA”. Apre così la nota al veleno del WWF rivolto al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, colpevole, secondo l’organizzazione in difesa degli animali, di essersi piegato alla lobby dei cacciatori.
“Le sonore sconfitte giudiziarie subite non bastano a far cambiare rotta alla politica regionale. Le concessioni illegittime ai cacciatori sono un danno per tutti i cittadini ma la Regione persevera nell’errore per meri interessi elettorali. La Regione Campania appare sempre più in totale balia delle associazioni venatorie” – si legge nella nota.
“Il 5 settembre il TAR Campania, a seguito del ricorso depositato lo scorso anno da LIPU e WWF, ha pubblicato la sentenza sul calendario venatorio 2022/23 in cui, accogliendo il ricorso e riconoscendo le ragioni delle due associazioni, ha condannato la Regione e le sei associazioni venatorie intervenute a suo fianco, a pagare a LIPU e WWF 2.000 euro (soldi che per la Regione pagheranno tutti i cittadini!) – continua il WWF – La Regione, infatti, a settembre dello scorso anno, modificando il calendario venatorio precedentemente pubblicato e non gradito alle associazioni venatorie senza acquisire il previsto parere del CTFVR e dell’ISPRA, aveva anticipato la data di apertura della stagione venatoria al 18 settembre e non aveva tenuto conto delle date di chiusura della caccia il cui rispetto è essenziale per evitare di violare il divieto di uccisione di uccelli in fase di migrazione prenuziale”.
E così anche “Quest’anno la Regione Campania, nonostante fosse sotto il giudizio al TAR che ha poi portato alla sentenza del 5 settembre, ha nuovamente previsto l’apertura anticipata della caccia e la chiusura posticipata per alcune specie di uccelli. E nuovamente le associazioni ambientaliste sono dovute ricorrere al TAR che ha bocciato, ancora una volta, la Regione sospendendo la preapertura al 3 settembre (l’apertura ordinaria è alla terza domenica di settembre), censurando anche il mancato aggiornamento da parte della Regione delle mappe delle aree attraversate da incendi boschivi che devono essere interdette all’attività venatoria per 10 anni”.
Il WWF continua affermando: “Questa sconfitta ha scatenato l’ira dei cacciatori che ha addirittura provocato una incredibile mobilitazione istituzionale, come se la preapertura della caccia fosse il problema principale di una regione come la Campania. Così, lunedì 4 settembre l’ottava Commissione del Consiglio Regionale della Campania, convocata d’urgenza, dopo avere incredibilmente respinto la richiesta di audizione avanzata dalle associazioni ambientaliste ASOIM, ENPA, LIPU e WWF, con il solo voto contrario della Vicepresidente Roberta Gaeta e del Consigliere Gennaro Saiello, è riuscita quindi a superare ogni distinzione partitica, ha espresso parere favorevole all’approvazione dei piani faunistico-venatori provinciali che sono stati redatti dagli Ambiti Territoriali di Caccia gestiti a larghissima maggioranza dai cacciatori”.
L’attacco poi continua sottolineando il comportamento della Giunta regionale della Campania, un atteggiamento parziale secondo l’organizzazione animalista.
“Questo passaggio, adottato in assoluta fretta, è finalizzato a convocare d’urgenza per domani, venerdì 8 settembre, senza un minimo di analisi critica e di confronto tra le parti, il Consiglio Regionale della Campania per adottare i piani faunistico-venatori, consentendo così la preapertura per un paio di giornate rimaste disponibili.
È desolante vedere la massima assise regionale, con problemi e priorità molto più importanti per il territorio e per i cittadini, che proprio in questi giorni stanno facendo i conti con fatti di cronaca gravissimi, essere convocato d’urgenza senza alcuna reale motivazione solo per tentare di consentire a privati cittadini di esercitare nulla più che un passatempo, cioè cacciare per uno o due giorni in più!”
È sconcertante che la società civile rappresentata dalle associazioni ambientaliste sia costretta continuamente a ricorrere al TAR per difendere la biodiversità, che è un patrimonio di tutti e che viene messo in pericolo proprio da chi ha la responsabilità istituzionale di tutelare i beni comuni che troppo spesso sono considerati nient’altro che merce di scambio elettorale.
Rivolgiamo un appello al Presidente della Campania, Vincenzo Di Luca, affinché fermi questa follia.
Lui, sempre così pronto a ironizzare – giustamente – sugli errori commessi da tutte le forze politiche e da tutti gli enti, è consapevole dell’imbarazzante situazione in cui la sua Regione si trova, pur di accontentare pochi cacciatori?
La tutela della biodiversità non è un capriccio disegnato nel libro dei sogni delle associazioni ambientaliste, ma è un patrimonio fortemente a rischio che deve essere consegnato alle future generazioni nella maniera meno compromessa possibile.
È una richiesta eccessiva per la nostra Regione?
Dott. Raffaele Lauria
Delegato WWF Italia ETS per la Campania“
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