
Inizia una ricerca per l’efficacia di una nuova terapia contro il cancro, i coniugati anticorpo-farmaco, a cura dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale.
Negli ultimi anni le terapie oncologiche, in particolare le terapie per combattere il cancro al senso sono divenute più efficaci e hanno salvato migliaia di vite. Grazie ai recenti progressi nella diagnosi e cura del tumore al seno, infatti, in 12 anni sono stati evitati più di 10mila decessi. Ad esempio, i coniugati anticorpo-farmaco combinano la precisione degli anticorpi monoclonali con la potenza della chemioterapia e rappresentano una nuova possibilità assente nello scenario medico negli scorsi decenni. Il concetto è nato durante gli anni 80′, è stato brevettato e approvato nel 2000 come farmaco contro la leucemia, ma è stato ritirato dal commercio nel 2010, a causa dei rischi e degli effetti collaterali. Negli scorsi anni, però, la ricerca oncologica si è servito di questo farmaco per contrastare casi di tumore al seno, compiendo notevoli passi in avanti.
Tuttavia, si è notato che non tutte le pazienti rispondono positivamente: mentre alcune ottengono effettivi benefici duraturi, altre sviluppano rapidamente resistenza a questo nuovo tipo di farmaco. Pertanto, è nato un progetto di ricerca dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale, finanziato dal ministero della salute e con l’obiettivo di sperimentare e brevettare delle cure mirate ed efficace. Poiché alcune pazienti con il tumore al seno non rispondono positivamente alla cura, il Pascale mira a decifrare in anticipo la risposta alla somministrazione dei coniugati anticorpo-farmaco. I ricercatori del Pascale proveranno a capire in che modo le pazienti rispondono alla cura durante l’intera durata del trattamento: a partire dall’inizio delle terapia fino ad arrivare all’intervento chirurgico.
Secondo Michelino De Laurentiis, l’oncologo del Pascale e principal investigator del progetto, l’obiettivo della ricerca per l’efficacie della nuova terapia contro il cancro «è duplice: identificare biomarcatori predittivi di risposta alle terapie innovative, inclusa l’immunoterapia, e caratterizzare i meccanismi molecolari precoci di resistenza. La trascrittomica spaziale ci consente di mappare con precisione l’attività genica nel microambiente tumorale preservandone l’organizzazione spaziale, mentre l’analisi degli esosomi circolanti rende possibile un monitoraggio dinamico, non invasivo, dell’evoluzione della malattia sotto pressione terapeutica». Perciò, si tratta di «un cambio di paradigma – continua De Laurentiis – dalla risposta osservata a posteriori alla risposta predetta a priori. Questo è ciò che la medicina di precisione deve diventare per avere un impatto reale sull’esito clinico delle nostre pazienti».
Leggi anche: Che cos’è il “motore” che rende aggressivi i tumori: la scoperta del Pascale di Napoli
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...