
Dopo il grande successo di film tanto diversi come Barbie, Oppenheimer, C’è ancora domani, Inside Out 2 e Deadpool&Wolverine è lecito chiedersi: perché e come hanno avuto successo al botteghino?
Il cinema pre-internet e pre-streaming vantava svariate strategie, ormai obsolete e defunte. Prima tra tutte lo “star system“: questa strategia di marketing utilizza i grandi attori, le grandi star, che recitano all’interno della pellicola per attirare il pubblico fan di quella celebrità. Secondo Richard Dyer, studioso di cinema al King’s College London, questo meccanismo in passato aveva riscontro perché l’immagine pubblica della star è una configurazione complessa di segni visivi, verbali e auditivi manifesta non solo nei film ma in tutti i tipi di testo mediatico. Un meccanismo che, però, non funziona più: si fanno fatica a contare ormai i film con all’interno grandi star di Hollywood e non solo, che al botteghino sono stati un flop e non hanno fruttato come sperato. Basti pensare al caso emblematico di Babylon, film con Margot Robbie, Brad Pitt o Emma Stone, il quale ha guadagnato 63 milioni di dollari in tutto il mondo, a fronte di un budget di 78 milioni, un clamoroso flop.
Allo stesso modo far parte di una saga o essere un blockbuster non basta e non garantisce il successo sicuro: Mission Impossible – Dead Reckoning, The Marvels e Blue Beetle, pur essendo film di grandi saghe, come il Marvel Cinematic Universe o il DC Universe, e grandi blockbuster sostenuti da ingenti budget, come i film della saga dei Mission Impossible, sono stati grandi flop. Infine, la strategia per eccellenza del passato delle grande case di produzione era quella di far passare i film come un’esperienza unica e irripetibile.
Perciò le grandi e le piccole case di produzione sono ormai obbligate ad adottare e ad escogitare un marketing vincente per assicurarsi il lancio e il successo della pellicola. «Il teaser, il trailer, i poster e le pagine social dei film devono attirare lo spettatore – dichiara il prof. di Storia del cinema della Federico II Massimiliano Gaudiosi – però non basta. Bisogna fare in modo che il film entri nel dibattito pubblico e sociale, attraverso i mezzi più disparati».
Dunque, la caratteristica che accumuna tutti i film di successo al botteghino 23/24 è la capacità e il merito di innescare delle discussioni, sia nel pubblico generalista che tra critici cinematografici.
«Il passaparola di sicuro – afferma il professore di Comunicazione del liceo “D. Cirillo” di Aversa Giovanni Costantino – agevolato dai social, fa la sua parte. Ma ancora una volta torniamo al solito discorso della capacità di un film di intercettare elementi profondi in un pubblico eterogeneo». Dunque, certo sono utili strategie, marketing e passaparola; tuttavia, «l’impatto che in genere i film possono avere o meno dipende – continua il prof. – dalla capacità di un film di intercettare sentimenti, aspirazioni, paure, desideri e di dargli una forma in cui questi elementi di fondo possono esprimere pienamente il loro potenziale senza danneggiare il racconto, ma dandogli sostanza, corpo, anima».
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