
In un momento nel quale Napoli si prepara a riscoprire la propria anima più autentica, tre tesori storici stanno per riemergere dall’oblio, pronti a raccontare le storie di un passato ricco e affascinante che attraversa i secoli. Tra questi, si segnalano il Cimitero delle Fontanelle, il Teatro di Nerone all’Anticaglia e Castel dell’Ovo, che torneranno finalmente a brillare dopo lunghi periodi di silenzio e di noncuranza. Così, la città si prepara a compiere un passo significativo in direzione di una vera e propria rinascita, dopo il periodo buio della pandemia, che ha imposto a questi siti dal fascino unico la chiusura per anni. Questa riapertura, dunque, non rappresenta soltanto un’opportunità per rivitalizzare il patrimonio culturale: promette di attrarre sempre più visitatori da ogni angolo del globo, in vista di eventi che Napoli ospiterà tra le acque del proprio golfo, come la Coppa America.
Innanzitutto, non si può non partire con il celeberrimo cimitero delle fontanelle, conosciuto come il luogo di culto delle famose “anime pezzentelle“. Si tratta, del resto, di un sito dalla rilevanza simbolica per tutta la città e soprattutto per le centinaia di vicoli e piazze del quartiere della Sanità. “L’apertura è prevista per febbraio“, ha dichiarato il sindaco Gaetano Manfredi, evidenziando che i lavori sono quasi terminati, nonostante al momento ancora non sia disponibile una data definitiva. Successivamente, sarà la volta della riqualificazione delle strade, grazie al Cis, già approvato. Interventi che, secondo il cronoprogramma reso disponibile, inizieranno entro il primo trimestre del 2026.
Tuttavia, è bene segnalare come la riapertura del cimitero sia arrivata adesso solo dopo aver subito alcuni ritardi, causati dalle “difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali”, come confermato dalla Municipalità 3. La gestione del sito sarà affidata a un modello di partnership pubblico-privato che coinvolgerà il Comune e La Paranza, secondo un approccio che l’amministrazione applicherà anche per altri luoghi di interesse.
Ma non è tutto. Anche il Decumano superiore, infatti, è pronto a riaccogliere uno dei suoi luoghi più emblematici, un sito che ha segnato la storia di Napoli e dell’Occidente intero. Si tratta del celeberrimo Teatro di Neapolis – meglio noto con il nome di “Teatro di Nerone” – situato all’Anticaglia, la cui riapertura è prevista per ora per la stagione primaverile. Un luogo dalla portata storica straordinaria, destinata a svelare grandi novità come la “Tribuna degli Imperatori”. I lavori sono stati ormai completati, e a godere della gestione del sito sarà una collaborazione tra istituzioni e privati. Una misura necessaria, pensata per far fronte alle carenze di personale.
Attualmente, si sta lavorando per definire l’affidamento della gestione, in vista di un’apertura che era stata prevista per l’inizio dell’anno. “Si sta procedendo con l’affidamento dei servizi di gestione”, ha spiegato Luigi Carbone, consigliere comunale e presidente della Commissione Cultura in via Verdi. “Le opere sono quasi finite. Per istituire la programmazione degli eventi al massimo si arriverà ad aprile, se non a marzo”, ha concluso il consigliere.
E, infine, non si può non annoverare quello che ormai è divenuto il simbolo di Napoli in Italia e nel mondo: il Castel dell’Ovo. Da quando sulla storica fortezza si abbattè un terribile ciclo di bufere durante il mese di gennaio 2023, adesso si intravede una luce in fondo al tunnel: “Castel dell’Ovo riaprirà a Pasqua“, ha dichiarato Carbone. Ormai da poco, infatti, sono state rimosse le impalcature esterne che circondavano la struttura, e si sta procedendo con la parte impiantistica, che renderà necessario ancora un trimestre di lavori. “Le lavorazioni sono quasi completate. Dopo l’apertura a Pasqua si lavorerà sul Ramaglietto e su altre zone non ancora restaurate“, ha concluso Carbone.
Il progetto, come sottolineano l’ufficio delle Politiche Culturali del Comune di Sergio Locoratolo, gode di un finanziamento equivalente a 8 milioni di euro provenienti dai fondi FSC. Attualmente, è in fase di progettazione il restauro del Ramaglietto e della scogliera, per un investimento di 2 milioni da parte della Città Metropolitana. Inoltre, Palazzo San Giacomo ha sbloccato ulteriori 4 milioni, destinati a migliorare le sale interne, l’illuminazione e l’accessibilità della fortezza. Così, dopo circa tre anni, il castello è pronto a riprendere il suo posto nel cuore di Napoli e del Mezzogiorno, con lo scopo di diventare presto un importante hub per la Coppa America.
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