
È di giorni fa la notizia che il presidente del Senato Ignazio La Russa, insieme ad Arianna Meloni, la sorella della premier, ha proposto, più o meno seriamente, la distribuzione nelle scuole del libro di Italo Bocchino “Perché l’Italia è di destra“, rivolgendosi al ministro Valditara, presente in sala. La proposta è stata corredata da lodi al libro, definito “una raccolta di dati e fatti” (la falsità di questo dato la si deduce semplicemente dal nome del libro stesso), e soprattutto “un libro di verità contro le bugie della sinistra”, di cui la scuola sarebbe pervasa. Una dichiarazione controversa, a cui hanno fatto seguito le proteste del PD in particolare, che ha ricordato come nessun ministro possa imporre testi scolastici nelle scuole. La Russa ha poi criticato il politicamente corretto, che pervaderebbe ogni ambito politico, sociale e culturale, difendendo i valori di “Dio, Patria e Famiglia” criticati dalla sinistra.
Senza indugiare in inutili complottismi, potremmo superficialmente affermare che l’affermazione di La Russa sia un semplice scherzo senza seguito. Potremmo, se questa dichiarazione non fosse parte di un più ampio discorso con richiami nostalgici al Ventennio. Potremmo, se la destra non stesse evidentemente attuando un piano di presunta “epurazione dalla sinistra” nelle posizioni di comando della cultura. Il libro di Bocchino, lungi dall’essere una “raccolta di fatti”, è parte di un più ampio progetto della destra italiana di dotarsi di un apparato culturale e di riferimenti storici per la propria ideologia. Le mostre su Tolkien e sul Futurismo, la riduzione di Dante a “pensatore di destra” da parte di Sangiuliano e queste ultime dichiarazioni sono dunque parte di un (goffo) tentativo di competere con lo storico dominio della sinistra negli ambiti culturali. La stessa nomina di Giuli, ora ministro, come direttore del MAXXI di Milano rientra in questo progetto. È evidente, quindi, che il riferimento al Minculpop fascista da parte del PD è, con le dovute contestualizzazioni, non del tutto eccessiva. Dopo la cultura, dunque, anche la scuola è accusata di essere fortino della sinistra, e le mistificazioni sovraniste sarebbero dunque la soluzione.
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