
Con la missione Luna-25 la Russia punta a tornare sul suolo lunare dopo 47 anni. Il lander, che resterà sulla Luna per un anno, nel corso della missione dovrebbe testare nuove tecnologie per facilitare l’atterraggio dei mezzi spaziali sul satellite. Inoltre, preleverà e analizzerà diversi campioni del suolo in superficie e potrebbe tentare la ricerca di tracce di acqua sul suolo lunare. Il polo sud lunare è stato poco esplorato e nessuna nave spaziale è mai sbarcata in questa regione. Le missioni finora si sono concentrare nella zona equatoriale.
È considerato interessante per la presenza di acqua, sotto forma di ghiaccio, che in futuro potrebbe essere sfruttata per il mantenimento di una base con esseri umani. Si tratta della prima missione spaziale russa oltre l’orbita terrestre in era post sovietica. Due precedenti tentativi di raggiungere Marte (nel 1996 e nel 2011) erano invece falliti nelle fasi iniziali. Secondo quanto riferito dal direttore della Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, si prevedono altre missioni lunari nei prossimi anni: Luna-26 nel 2027, Luna-27 nel 2028 e Luna-28 nel 2030.
Con Luna-25 la Russia tenta di dimostrare di essere immune alle sanzioni e capace di lanciare una missione lunare nonostante i tentativi dell’Occidente di isolarla. In realtà le missioni come Luna-25 richiedono molti anni di preparazione, difficilmente le sanzioni imposte poco più di un anno fa possono influire sulla missione. Se la rottura dei rapporti ha portato l’Europa a concentrare i propri sforzi per la Luna sulle missioni previste dal programma Artemis della Nasa, dall’altra parte ha spinto la Russia a continuare da sola la sua corsa allo spazio. Un ulteriore tentativo di riaffermare la propria potenza sulla scena internazionale.
Per la Russia, e in particolare per Putin, i successi spaziali dell’Unione Sovietica sono uno dei momenti più gloriosi della storia russa. La cosiddetta “corsa allo Spazio”, cioè quel periodo di competizione tecnologica che portò Stati Uniti e Unione Sovietica a raggiungere eccezionali successi nell’ambito dell’esplorazione spaziale, è ancora oggi ricordata in Russia come uno dei momenti di massima potenza e influenza del paese.
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