
La salute che ci manca: questo è lo slogan ripetuto più volte durante l’assemblea e l’obiettivo che si vuole raggiungere in Campania. Ma perché riteniamo che, in questa regione, le istituzioni sanitarie non siano sostenute sufficientemente e che noi cittadini non siamo tutelati abbastanza? Il 20 febbraio 2025, nella sala Nugnes in Via Verdi, si è tenuta un’assemblea pubblica per il diritto alla salute. Questa è una delle tante tappe del percorso di sensibilizzazione che, da un anno a questa parte, l’Unione Sindacale di Base e l’associazione Medicina Democratica stanno percorrendo.
Molteplici sono stati gli interventi in cui si è discusso dei problemi sanitari di cui è inflitta la Campania, come le liste d’attesa troppo lunghe e l’inquinamento. Proprio di quest’ultimo punto ci ha parlato Antonella Cicale, medico di base e presidente ISDEM, che ha presentato la sua ricerca sulle “malattie da impatto ambientale, contaminazione del suolo e della filiera agroalimentare”, in cui, grazie all’analisi del capello, si riesce ad intercettare la presenza di metalli pesanti nell’organismo delle persone analizzate.
Non è una novità che ci sia una correlazione tra le aree definite “terre dei fuochi” di Napoli e l’aumento dei tumori nelle persone residenti in quest’ultime. La ricerca della dottoressa è un grido alle istituzioni; una spinta non per eliminare l’inquinamento, che è di per sé irreversibile, ma per rallentare il suo processo. È necessaria una maggiore attenzione ai dati epidemiologici e il loro continuo aggiornamento.
Nazzareno Festuccia, per Abaco, propone l’apertura di una piattaforma comprensiva della carta dei diritti dei sofferenti. Si pensi solamente alle lunghe ore di attesa dei pazienti all’interno del pronto soccorso, che non dovrebbe superare le sei ore; ora, si pensi anche alle condizioni disumane in cui questi pazienti aspettano il loro turno per ricevere assistenza medica su barelle o sedie a rotelle nei corridoi, lasciati a loro stessi.
La malattia riguarda solo il paziente o anche la società che lo circonda? È facile dire che quella persona si sia ammalata a causa del suo stile di vita, di una scorretta alimentazione che ha volutamente seguito e di una trascuratezza e superficialità nel curare il suo corpo sottoponendosi a delle visite mediche periodiche. La malattia, invece, ha origine sociale, da un piano regionale ospedaliero senza basi solide. L’obiettivo che si vuole raggiungere con queste assemblee, manifestazioni e dibattiti è quello di rovesciare addosso a questo governo le reali condizioni sanitarie di questa regione. Una volta scoperta la verità non è possibile girarsi dall’altra parte.
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