
Non è facile fare impresa in Campania, e non lo è in particolare nel 2026, soprattutto quando la volontà di fondo è quella di rimanere fedeli a sé stessi, senza essere costretti a snaturarsi o abbandonare le proprie origini. Eppure, la For.Tec, un’azienda con più di 50 anni di storia, e oggi gestita da Edoardo Belgrano, ha saputo innovare e internazionalizzarsi sul campo degli inceneritori e delle tecnologie per la gestione dei rifiuti in genere, decidendo proprio di restare nel casertano, precisamente a Francolise. Ci siamo confrontati con Edoardo per capire quali siano le sfide che in un settore del genere un’azienda deve affrontare, fra innovazione, crisi internazionali e legame con il territorio.
«Non produciamo semplici impianti di smaltimento rifiuti, ma andiamo a gestire l’intera parte tecnologica riguardante il settore del recupero energetico. Ultimamente abbiamo brevettato un impianto unico al mondo, in grado di sterilizzare rifiuti ospedalieri rendendoli rifiuti assimilabili ad urbani. Al momento le metodologie principali di smaltimento dei rifiuti ospedalieri sono l’incenerimento o la sterilizzazione, la For.Tec è l’unica azienda al mondo che riesce a darle entrambi, ha un know-how capace di deviare anche su tecnologie diverse rispetto all’incenerimento classico».
«La cosa che ci contraddistingue dalle altre aziende è il fatto che tutto venga deciso, progettato e creato in loco, nella nostra sede qui a Francolise, dopodiché passiamo all’installazione in tutto il mondo. Ci è capitato di installare impianti in Australia, Centrafrica, Nordafrica, Asia, un po’ ovunque. Il fatto di non essere dei semplici assemblatori ci permette di avere una gestione completa e continua di tutto ciò che produciamo, anche da remoto; tramite una semplice applicazione installata sul cellulare, i nostri ingegneri sono in grado di riconoscere ogni tipo di problema che può verificarsi».
Edoardo Belgrano a livello internazionale la For. Tec collabora con governi, organizzazioni internazionali, ONG e privati, mentre per quanto riguarda l’Italia l’azienda si muove interamente sul settore privato, tanto nel settore della cremazione animali e dei forni industriali, a causa dei lunghi tempi della burocrazia. «Noi siamo un’azienda molto veloce, per cui la lentezza burocratica dell’Italia non risulta a noi congeniale» ci dice Edoardo.

«Chiaramente c’è una certa instabilità, ma lavorare in tutto il mondo ha questo vantaggio: mi si chiude una porta e se ne apre subito un’altra. Il mondo è talmente vasto da concederci la possibilità di investire pressoché ovunque, non abbiamo difficoltà dovute a scarsità di ordini o altri problemi di queste tipo. Certamente il nostro modus operandi, il fatto di progettare e costruire tutto in loco senza affidarci a terzisti, aiuta».
«La ragione di queste riserve sta nell’ignoranza, un’ignoranza giusta, perché il popolo non può essere erudito su tecnologie che vanno a trattare rifiuti. Ma tutti i più sviluppati paesi europei sono aperti alla tecnologia degli inceneritori, su cui però la politica in Italia ha giocato per anni. Da costruttore di impianti posso dire che ci sono tecnologie in grado di gestire e trattare i fumi affinché inquinino molto meno di un’autovettura diesel vecchia. E poi è necessario pensare a cosa accade ai rifiuti quando non smaltiti nel modo corretto, creando danni sensibilmente maggiori».
«È una scelta difficile da portare avanti. Avendo interessi sparsi nel mondo, mi costerebbe ben poco prendere la produzione e spostarla in un luogo in cui fare impresa diventi più conveniente, ma io ho sempre amato la mia terra e la mia volontà resta quella di farla crescere fin quando le condizioni me lo permetteranno. Mi fa piacere contribuire per quello che posso al benessere di tutta la zona».
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