
Quante volte ci capita di sentirci stanchi al punto da non riuscire più a stare al passo delle nostre notifiche? La sovrastimolazione è un fenomeno che si diffonde sempre di più. Col passare degli anni, aumenta la quantità di stimoli sul nostro telefono: mail, messaggi, commenti, like.
Quando giunge una notifica, il nostro cervello rilascia dopamina. Il meccanismo è quello della ricompensa: siamo contenti di essere cercati e interrompiamo le nostre attività per controllare la notifica. L’eccesso di esse però rendere difficile concentrarsi e la paura di perderci qualche notizia ci costringe a rimanere attenti, aumentando così i livelli dell’ormone dello stress, ossia il cortisolo. Tale paura è detta FOMO: è la sigla di “Fear Of Missing Out”, letteralmente “paura di essere tagliati fuori”. Cosa significa? È la paura di perdersi delle interazioni sociali che riteniamo essere gratificanti. Essa ci porta ad essere sempre attenti sui contenuti pubblicati sui social.
Il cervello non è abituato: l’uomo ha vissuto per anni e anni in ambienti relativamente stabili e aveva il tempo di adattarsi ai pochi cambiamenti. La giungla di stimoli creata dall’uomo stesso ora lo soffoca.
Una volta sopraffatti dalle notifiche, rispondere ai messaggi diventa una nuova attività da procrastinare. Diventa necessario allora distaccarsi dal cellulare con ogni mezzo. La situazione è così paradossale, perché si vorrebbe interagire con le persone più care, ma non ne abbiamo le energie. La tecnologia ha permesso all’uomo di ridurre le distanze, ma forse lo ha fatto in maniera troppo brusca per la nostra mente.
La sovrastimolazione trattata nell’articolo è specifica sulle notifiche, ma possiamo sentirci sopraffatti da stimoli diversi tra loro: da quelli sensoriali, quelli cognitivi e quelli emotivi. Gli effetti sono un forte stress, problemi di sonno, ansia, confusione, esaurimento mentale ed emotivo. Inoltre, malattie mentali già presenti possono peggiorare ulteriormente. Come affrontare dunque questo fenomeno?
È importante innanzitutto identificare le fonti degli stimoli. Staccare del tutto da esse dà un sollievo solo temporaneo, ma non risolve i problemi al lungo termine; è conveniente invece esporsi gradualmente alle fonti e concentrarsi su pochi elementi alla volta.
Torna utile padroneggiare alcune tecniche di rilassamento, come la respirazione diaframmatica, per ridurre l’ansia. Successivamente, organizzare e ordinare l’ambiente circostante costantemente fa sì che esso non ci metta di malumore e che non ci siano cambiamenti che potrebbero destabilizzarci. Infine, lo svolgimento di attività fisiche ci porta a scaricare lo stress negativo accumulato e ad aumentare i livelli di energia.
Se la sovrastimolazione diventa debilitante, potrebbe essere importante cercare l’aiuto di uno specialista che possa aiutare a sviluppare alcune strategie per affrontarla. Sentirsi sopraffatti è un fenomeno più comune di quanto si possa pensare, solo che a volte non se ne parla o addirittura non lo si riconosce. Rivolgersi dunque a un professionista risulta sempre la scelta migliore.
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