
Andare in spiaggia vuol dire divertirsi, rilassarsi prendendo il sole o sorseggiare una bibita fresca con la propria famiglia, i propri amici. Le persone disabili hanno spesso difficoltà nel trovare lidi accessibili o una spiaggia che permettano loro di fruire del mare insieme agli altri. Questo tipo di spiagge, in Italia, sono poche, pochissime. Si contano quasi sulle dita di una mano. E questo nonostante esistano diverse ordinanze che impongono ai concessionari degli stabilimenti balneari l’obbligo di ausili speciali per i disabili. Purtroppo, però, se la regola esiste, questo non vuol dire che venga rispettata, o almeno che sia inclusiva nel proprio senso della parola.
Qualche giorno fa, sul litorale di Baia Domizia, è stata inaugurata una spiaggia libera attrezzata per ospitare le persone con disabilità. Un progetto realizzato con l’Ambito Sociale C03, grazie ad un finanziamento regionale. Questa notizia è apparsa anche sul portale Facebook del Sindaco di Cellole, Guido Di Leone, che ha espresso tutto il suo entusiasmo, congratulandosi per la perfetta sinergia che c’è stata in tutti questi mesi con gli assessori, gli enti e una cooperativa sociale affinché questo risultato si sia potuto concretizzare. Anzi, è stato definito un grande segnale di cambiamento. Nulla da togliere, detta così. Peccato, però, che, secondo alcune testimonianze, la spiaggia è costituta soltanto da otto ombrelloni ai quali possono averne accesso soltanto la persona disabile con l’accompagnatore. Una mini spiaggia, solamente per persone con mobilità ridotta e con solo otto postazioni, ben distanti tra di loro, come se fossimo catapultati nell’estate del 2020 in piena pandemia. Con lo stesso distanziamento, che in quel periodo era necessariamente indispensabile.
Non bisogna creare spiagge libere per disabili, ma tutte le spiagge devono essere accessibili e prive di ogni tipo di barriera. Non solo con una passarella di legno che facilita l’accesso sotto l’ombrellone, ma anche con tutte le sue dovute accortezze. Ma soprattutto che rispecchi nel vero senso della parola il concetto d’inclusione e non esclusione, come purtroppo questo progetto di spiaggia accessibile di Baia Domizia fa pensare.
Ecco qualche commento sotto il post del sindaco di Cellole:
“A me sembra un recinto per disabili, nel 2023 bisognerebbe lavorare per rendere tutte le spiagge accessibili ai disabili e non sentirsi fieri di aver creato questo scempio…che amarezza”
“Sono sorella di un disabile, in famiglia siamo 5, con mio marito 6, non posso andare al mare con mio fratello? Facciamo a turno per stare con lui?”
“Forse qui non hanno capito il concetto di inclusione… non bisogna creare “spiagge per disabili” ma spiagge per tutti. Io da persona con disabilità non ci andrei mai. È praticamente un recinto. Per carità.”
“Questo è ghettizzare. Tutte le spiagge devono essere accessibili. Non si devono costruire spiagge per disabili.”
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