
‘Al Villaggio dei Ragazzi di Maddaloni la situazione è molto grave. Vi racconto cosa abbiamo trovato e cosa abbiamo fatto’: così esordisce il Presidente della Regione Roberto Fico nel suo post pubblicato su Instagram lo scorso 18 giugno.
Con il seguente approfondimento, capiamo qual è stato il ruolo storico di questo Ente, quali siano state le politiche e i fondi stanziati dalle amministrazioni Bassolino-De Luca e, infine, quali sono stati i numeri preoccupanti che Fico ha reso pubblici.
Il Villaggio dei Ragazzi è stata una istituzione simbolo di Maddaloni. Nel 1947 nasce la Casa del Fanciullo da un’iniziativa di don Salvatore d’Angelo a seguito dell’occupazione della caserma Bixio, facendone un luogo di accoglienza per orfani. L’istituto, sostanzialmente, si occupava di dare accoglienza, istruzione e un futuro professionale a giovani indigenti e a orfani del secondo dopoguerra. La visita di Giulio Andreotti del 1952 testimonia il peso simbolico e politico nazionale assunto dall’opera già nei primi anni della sua attività.

Il Villaggio dei Ragazzi è stato poi tanto altro: ha svolto nel tempo funzioni di accoglienza, convitto, istruzione, formazione professionale, prevenzione sanitaria e inserimento sociale. Al suo interno si sono stratificati laboratori di mestiere, scuole dell’obbligo, istituti tecnici e professionali, liceo linguistico, scuola alberghiera, indirizzo aeronautico e una scuola superiore per mediatori linguistici. È proprio questa pluralità di funzioni (educativa, assistenziale, sanitaria e formativa) a spiegare perché il Villaggio sia stato trattato per decenni come un soggetto di interesse pubblico regionale.
È a partire dalla Legge della Regione Campania n.24 del 1975 che viene riconosciuto all’ente un «Contributo annuo alla Fondazione «Villaggio dei Ragazzi» di Maddaloni, a titolo di concorso
nelle spese di gestione»: un ammontare di 150 milioni di lire annui. Questo passaggio risulterà centrale: da questo momento in poi il Villaggio sarà riconosciuto come ente meritevole per finalità pubbliche. Questa legge verrà citata spesso anche in successivi atti che coinvolgono il Villaggio dei Ragazzi.
Già con l’amministrazione Bassolino, il Villaggio dei Ragazzi aveva ricevuto un forte sostegno: con la DGR 2155/2008 la Regione riconosce alla Fondazione 4.535.650,76 di euro per far proseguire attività e interventi sociali e socio-economici. Nello stesso atto, infatti, il Villaggio risulta anche come un istituto preventoriale per minori predisposti alla tubercolosi.
Nel 2014, poi, dopo anni di gestione fortemente legata ai Legionari di Cristo, la crisi è evidente: con la DGR 625/2014 la Regione parla di una situazione critica con difficoltà nella redazione del bilancio preventivo e dispone la gestione commissariale.
Nel 2016 la crisi sembra non arrestarsi: con la Legge della Regione Campania n.1/2016, la Regione autorizza 3 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018 per 9 milioni di euro complessivi. Dei 3 milioni annui, 2 milioni erano destinati ad attività socio-educative e 1 milione dedicato ad attività socio-assistenziali.
Con l’amministrazione di Roberto Fico, sembra volerci essere un cambio di passo nella gestione pubblica della Fondazione Villaggio dei Ragazzi.
Innanzitutto, c’è da chiarire che anche sotto questa consiliatura questo Ente ha ricevuto un ennesimo cospicuo finanziamento: la Legge Regionale n.2 del 27 marzo 2026 riconosce 1 milione di euro per il 2026. La DGR n. 99/2026, invece, rinnova la gestione commissariale e indica come obiettivi prioritari il completamento dell’iscrizione al RUNTS, l’adeguamento dello statuto alla disciplina degli enti del Terzo settore e la ricostituzione di una governance ordinaria.
Infine, con un atto di trasparenza, Fico ha lanciato la stangata finale con il post. Il Presidente parla subito delle difficoltà dovute da oltre 10 anni di commissariamento straordinario di gestione dell’Ente, e di una situazione economica, finanziaria e organizzativa ‘estremamente grave’.
Per quanto riguarda l’aspetto educativo, Fico parla di “procedure mancanti per l’assegnazione degli incarichi scolastici, rette di iscrizione inadeguate con appena 54 nuovi iscritti per 4 istituti superiori privati, e un rapporto tra alunni e docenti del tutto sproporzionato, con una media complessiva di un docente ogni 3,3 alunni“.
Ma è sotto l’aspetto economico che i dati sono veramente preoccupanti. Dal nuovo commissariamento, già ci sono stati vari tagli: le spese legali da 120mila euro l’anno a 1200 euro al mese, con un risparmio di oltre 100mila euro; le spese telefoniche dai 10mila euro annui a circa 500, con un risparmio di 9500 euro; le spese per il conto corrente bancario da 12mila euro l’anno a 200 euro annui, con condizioni economiche più vantaggiose che porterebbero a un ‘miglioramento complessivo stimato di oltre 20mila euro’.
In questo quadro, sono state comunque riscontrate ‘perdite alla struttura di oltre 220mila euro al mese‘: 2,6 milioni di euro l’anno. Un’enormità che dunque richiede un “percorso di risanamento e riorganizzazione con l’obiettivo di fermare il progressivo declino e riportare la struttura in condizioni di sostenibilità e autonomia, e consentirle di tornare a svolgere pienamente la sua missione sociale e solidaristica originale” scrive Fico.
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