
La storia della realizzazione del Nuovo Policlinico di Caserta è una tipica storia italiana: tanta burocrazia, promesse non mantenute, disinteresse politico. Quei circa 25 ettari di terreno nell’area sud-est della periferia di Caserta, a più di 10000 giorni dalla sua approvazione, forse potrebbero finalmente vedere una destinazione definitiva. Ma, dopo tutto il tempo che è passato, si può veramente esultare?
Il progetto della struttura universitaria viene approvato il 12 giugno 1995, in una Commissione ministeriale presieduta da Rosy Bindi. Nel luglio ‘97 viene indetta la gara di affidamento ai lavori, nel marzo ’99 arriva l’accordo di progetto definitivo, poi rimodulato nel 2002.

Tuttavia la prima pietra viene posta solo nel 2005, con il sopralluogo del sindaco di Caserta Luigi Falco e del Presidente della Campania Antonio Bassolino. L’Università della Campania Vanvitelli si chiama ancora Seconda Università di Napoli (SUN). La cifra iniziale del progetto è di 206.582.759 euro. Fine prevista dei lavori: 28 dicembre 2008.
Ma le attività procedono lentamente e, per molto tempo, quelle prime mura restano l’unico risultato visibile. Poi nel 2009 la stangata finale: interdittiva antimafia per l’azienda appaltatrice Immobilgi Federici Stirling e risoluzione del contratto per ‘negligenza dell’appaltatore’.
Di nuovo tutto fermo. Si va a scalare nella graduatoria dell’appalto e, dopo tre rifiuti, accetta l’incarico Condotte Romane SPA. I lavori riprendono solo nel marzo 2013, a circa 4 anni dal primo stop. Il rettore Francesco Rossi, con l’eccesso di ottimismo che caratterizza tutta questa storia, parla del dicembre 2015 come data di fine cantiere. Ma la realizzazione, proseguendo già a rilento, va incontro a un nuovo stop: i fondi non arrivano e l’appaltatore è costretto a mandare via i subappaltatori.
Il cantiere riapre solo nel marzo 2017. Con un sopralluogo il Presidente della Regione Vincenzo De Luca, accompagnato dal nuovo rettore Giuseppe Paolisso, pronuncia l’ennesima promessa non mantenuta: «Entro il 2019 si procederà alla consegna di due blocchi, entro il 2020 al completamento della struttura». Ma tra il dicembre 2017 e il gennaio 2018 Condotte incorre in difficoltà finanziarie: gli stipendi non arrivano e dei 167 lavoratori impiegati, ne restano sul cantiere meno della metà. L’azienda viene posta sotto amministrazione straordinaria da parte di commissari governativi. Nel novembre dello stesso anno restano solo 35 operai, di cui viene chiesta la cassa integrazione da parte dei commissari, presto accolta dal Ministro del Lavoro Luigi Di Maio. Ma per il riavvio delle attività è rebus.
Solo l’arrivo del COVID fa emergere che il territorio casertano ha un’urgente necessità di avere più posti letto. Il Presidente De Luca, in occasione dell’inaugurazione del Covid Center a Caserta, minaccia il rettore Paolisso che se non si fosse ripartito entro la fine di maggio 2020, la Regione avrebbe istituito un Commissario. Il 17 dicembre 2020 viene firmato un atto, secondo il quale le attività devono riprendere entro 30 giorni. E così avviene il 16 gennaio 2021.
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«Questa volta i lavori procederanno spediti fino alla fine. In 32 mesi ci sarà la consegna dell’intero edificio, mentre entro 20 mesi avremo il blocco destinato alla didattica» assicura il nuovo rettore Gianfranco Nicoletti. Ma i lavoratori restano pochissimi: meno di 50 rispetto ad un minimo di 200 necessari, con i sindacati che protestano ad alta voce. Per tutto il 2023 nulla si muove: i lavoratori scendono addirittura a 20.
La svolta si vede solo nel 2024, nel corso del quale si sale a circa 100 lavoratori impiegati. Le istituzioni interessate sembrano finalmente coordinarsi per dare un’accelerata decisiva del Policlinico e della viabilità circostante. Anche i sindacati si muovono con incentivi per i lavoratori edili. Nel marzo 2024 l’ennesimo sopralluogo con l’ennesima promessa: si parla di apertura dei corsi didattici già ad ottobre 2024.
Siamo a Novembre 2024, eppure i corsi didattici non ci sono. Ma nonostante ciò il rettore assicura: ad ottobre 2025 iniziano. Sarà effettivamente così? E, invece, quando vedremo i 500 posti letto previsti? I dubbi, dopo 29 anni di parole volate via col vento, restano ancora molteplici.
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