
Tre progetti differenti, un’unica area strategica e, per il momento, nessuna soluzione entrata concretamente in funzione. Per capire che fine abbiano fatto i programmi riguardanti il parcheggio interrato di piazza Carlo di Borbone – comunemente indicata come piazza Carlo III – bisogna distinguere tra la riapertura della struttura alle automobili, il possibile trasferimento provvisorio dei bus e la realizzazione del futuro terminal nell’area dell’ex Canapificio.
Il parcheggio sotterraneo, dotato di circa 900 posti auto, è tornato nella disponibilità del Comune di Caserta nel settembre 2025, al termine del contenzioso con il precedente concessionario. Nonostante ciò, la struttura è rimasta chiusa e inutilizzata.
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Per riattivarla come parcheggio pubblico sarà necessario affidarne la gestione attraverso una procedura a evidenza pubblica. Ciò significa predisporre gli atti, pubblicare il bando, valutare le offerte e procedere all’aggiudicazione. Non si tratta, quindi, di un’apertura imminente e al momento non è stata indicata una data certa.
Parallelamente, Regione Campania e Air Campania stanno valutando l’utilizzo di una parte del parcheggio come area di stazionamento per gli autobus. L’obiettivo è liberare viale Ellittico e piazza Garibaldi dai mezzi che oggi sostano davanti alla stazione ferroviaria, spesso anche in doppia o tripla fila.
Il problema è noto ai cittadini: la mancanza di un terminal costringe autobus di linea, mezzi turistici e pullman privati a concentrarsi lungo una delle principali porte d’ingresso della città. Il risultato è un traffico congestionato, con ripercussioni sulla sicurezza dei pedoni e degli utenti del trasporto pubblico.
Il progetto potrebbe partire già dal prossimo autunno, ma soltanto se le verifiche tecniche daranno esito positivo. Devono essere controllati, in particolare, gli impianti di climatizzazione e quelli destinati all’estrazione dei fumi, indispensabili per consentire la presenza e la movimentazione dei bus in una struttura interrata.
L’amministratore unico di Air Campania, Anthony Acconcia, ha spiegato alla testata giornalistica de Il Mattino che un primo sopralluogo è stato effettuato a maggio insieme al vicepresidente della Regione e assessore ai Trasporti, Mario Casillo, e a una rappresentanza del Comune di Caserta. Tuttavia, vanno verificati gli impianti di climatizzazione e anche quelli di estrazione dei fumi e valutati gli interventi necessari. Dopodiché, se le verifiche daranno esito positivo, il progetto potrebbe realizzarsi.
L’eventuale stazionamento nel parcheggio non coinciderebbe, però, con la riapertura completa dei 900 posti alle automobili. Sarebbe una soluzione specifica e temporanea, probabilmente gestita da Air Campania, per togliere i pullman dall’area della stazione. L’affidamento dell’intero parcheggio seguirà invece un iter distinto e più lungo.
La sistemazione sotterranea dei bus dovrebbe durare fino alla costruzione del nuovo terminal nell’area dell’ex Canapificio. È qui che emerge la maggiore criticità: il protocollo d’intesa sottoscritto nel marzo 2025 da Regione Campania, Comune di Caserta e Air Campania è scaduto e deve essere rinnovato.
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L’intervento riguarda complessivamente circa 23mila metri quadrati: 15.660 di proprietà regionale, 4.200 appartenenti al Comune e altri 3.800 di Rete ferroviaria italiana. Il piano prevede 29 stalli per gli autobus, pensiline, piazzali di manovra, spazi per la ricarica dei mezzi elettrici, un fabbricato per i viaggiatori, un punto informazioni, una galleria commerciale, un’area destinata alla ristorazione, un centro polifunzionale e un polo museale dedicato alla storia della lavorazione della canapa.
La precedente Giunta regionale aveva annunciato un investimento complessivo di 41,4 milioni di euro. Al momento, però, risulta disponibile soltanto un primo finanziamento da due milioni. La conferenza di servizi si è conclusa favorevolmente e Air Campania ha predisposto una prima bozza progettuale, ma senza un nuovo accordo tra gli enti l’iter non può avanzare.
Nel frattempo, viale Ellittico continua a sopportare il peso di una situazione che Caserta trascina da anni. Non mancano le idee, i protocolli e gli annunci. Mancano ancora una struttura operativa, un calendario vincolante e una data da comunicare ai cittadini.
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