
La tammurriata è una musica che affonda le radici nella tradizione contadina della Campania, diventando simbolo di resistenza culturale dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Durante il regime fascista, molte espressioni culturali popolari vennero vietate, ma con la caduta dei divieti la tammurriata visse una vera e propria rinascita. A Somma Vesuviana, la tammurriata è una delle manifestazioni più vive della cultura popolare, celebrata soprattutto durante la “Festa della Montagna“, che inizia il sabato dei fuochi, il primo sabato dopo Pasqua, e prosegue fino al 3 maggio. Il cuore di questa musica è il tamburo a cornice, chiamato “tammorra”, che scandisce un ritmo forte e incalzante, simile al battito del cuore. Questo strumento, originariamente utilizzato per invocare gli dei e garantire buoni raccolti, è diventato parte integrante delle festività religiose, in particolare quelle mariane.
A Somma Vesuviana, la tammurriata è un atto di devozione, celebrato attraverso balli e canti che accompagnano il pellegrinaggio verso luoghi simbolici della comunità, come il Ciglio e la Traversa, in onore della Madonna di Castello. La struttura musicale della tammurriata a Somma si distingue per alcune peculiarità. Il “canto a figliola” dà inizio alla festa, mentre il “canto alla carrettiera” accompagna i carrettieri nei loro viaggi notturni. Le “votate”, accelerazioni ritmiche che vedono i ballerini muoversi vorticosamente, sono particolarmente frequenti a Somma, creando un’atmosfera ipnotica e coinvolgente. Questa caratteristica distingue la tammurriata sommese da quella di altre zone, dove le votate sono meno presenti. Nel corso degli anni, strumenti come la fisarmonica sono stati introdotti per aggiungere armonia alla tammurriata, senza però alterare il ruolo centrale della tammorra. Accanto alla tammorra, altri strumenti tradizionali come il triccheballacche, il putipù e il doppio flauto arricchiscono l’esecuzione. Quest’ultimo strumento, sebbene meno diffuso oggi, è una peculiarità della tammurriata sommese, accompagnando il ritmo della tammorra con melodie leggere e melodiose.
Un’altra caratteristica distintiva della tammurriata a Somma Vesuviana è la danza. I ballerini, tenendo le braccia alzate, evocano il gesto tradizionale dei contadini che raccoglievano i frutti dagli alberi. Questo movimento diventa simbolico del legame tra la terra e la cultura agricola di Somma, dove molti abitanti sono figli di suonatori, cantori e ballerini, o partecipano attivamente alle feste di montagna, unendosi alle paranze durante la celebrazione.

La tammurriata di Somma rappresenta un atto di resistenza contro la globalizzazione, un modo per mantenere vive le tradizioni e l’identità di un popolo che rifiuta l’omologazione culturale. Ogni anno, durante le Feste della Montagna, la tammurriata è la colonna sonora di una comunità che celebra la propria storia, la propria devozione e la propria appartenenza a una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. Con le sue melodie ipnotiche, i suoi ritmi incalzanti e i suoi balli vivaci, la tammurriata continua a essere un simbolo di un popolo che non ha paura di esprimere la propria identità e di vivere nel presente con la stessa forza e passione che ha caratterizzato le generazioni precedenti.
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