
Un intervento pensato per risolvere in maniera duratura le infiltrazioni e migliorare l’isolamento termico dell’edificio, oltre che non appesantire ulteriormente la copertura. È quanto realizzato sul lastrico solare della Torre 4 di Pinetamare, dove il condominio ha scelto di investire risorse proprie in una tecnologia alternativa alla tradizionale guaina bituminosa.
I lavori sono stati affidati direttamente a Tecnopur, azienda napoletana specializzata nell’applicazione di poliuretano per l’impermeabilizzazione e l’isolamento termico. A raccontare la natura dell’intervento, le scelte compiute e i benefici attesi è l’amministratore condominiale Antonio Russomando.
Quali condizioni hanno reso necessario intervenire sul tetto della Torre 4?
«I tetti di questi condomini sono stati impermeabilizzati per anni con la tradizionale guaina. Il problema era trovare una soluzione efficace senza appesantire ancora la struttura e senza dover rimuovere e smaltire tutto il materiale esistente. Parliamo di circa mille metri quadrati di superficie: lo smaltimento della vecchia guaina avrebbe avuto un costo molto elevato, in alcuni casi persino superiore a una parte consistente del nuovo intervento. Dovevamo quindi individuare una soluzione che rendesse nuovamente impermeabile il lastrico solare, ma che fosse anche leggera e duratura».
Come siete arrivati alla scelta del poliuretano?
«Mentre valutavamo diverse possibilità, dalle resine alla posa di un ulteriore strato di guaina, mi è capitato di vedere un intervento realizzato da Tecnopur su una villetta. Ho preso i contatti dell’azienda e successivamente ho incontrato i tecnici, che ci hanno consegnato le schede e illustrato le caratteristiche del materiale. Abbiamo potuto verificare la differenza tra le normali schiume utilizzate per riempire gli spazi e questo poliuretano , applicato direttamente sulla superficie. Ho portato la proposta in assemblea e il condominio ha deciso di investire qualcosa in più, puntando però su un intervento definitivo, capace di unire impermeabilizzazione e isolamento termico».
In che modo il materiale migliora anche le prestazioni energetiche dell’edificio?
«Con questo sistema abbiamo messo una sorta di cappello sul palazzo. Sul lastrico arrivano i pilastri dell’edificio e, quando la copertura è esposta al freddo o al caldo, la temperatura si trasmette lungo la struttura e raggiunge gli appartamenti. Applicando il poliuretano sul tetto si riduce questa trasmissione termica. Il beneficio più immediato sarà avvertito probabilmente dai residenti dell’ultimo piano, ma ritengo che, proprio per la continuità dei pilastri, i vantaggi possano interessare l’intero condominio».
Il prodotto utilizzato, denominato Puretan 70, presenta una conducibilità termica dichiarata di 0,027 W/mK e una massa volumica compresa tra 50 e 70 chilogrammi per metro cubo. La superficie ottenuta è impermeabile, continua e priva delle giunzioni tipiche dei rotoli di guaina.
Quali vantaggi presenta rispetto a un intervento tradizionale?
«Il primo vantaggio è il peso. Per rifare una copertura di queste dimensioni con la guaina sarebbero necessari numerosi rotoli, aggiungendo diverse tonnellate di materiale sulla struttura. Il poliuretano, invece, è estremamente leggero. Inoltre non abbiamo dovuto rimuovere la guaina esistente, evitando un costo di smaltimento che avevamo stimato intorno ai 15mila euro».
La superficie può essere utilizzata e sottoposta a manutenzione?
«Il materiale ha un’ottima resistenza alla compressione ed è calpestabile. Questo permette ai tecnici di salire sul tetto per gli interventi di manutenzione e consente, in prospettiva, anche l’installazione di pannelli solari. Naturalmente bisogna preservare la superficie ed evitare accessi indiscriminati. Proprio per questo il condominio ha deliberato anche la realizzazione di un’antenna centralizzata, così da eliminare progressivamente le numerose antenne private e ridurre la presenza di persone sul lastrico».
Quali garanzie sono previste e quale manutenzione sarà necessaria?
«L’intervento è coperto da una garanzia assicurativa di dieci anni. L’unica prescrizione indicata dall’azienda è quella di applicare ogni quattro o cinque anni una vernice acrilica protettiva, utile a preservare il materiale dagli agenti atmosferici. È una manutenzione molto più semplice rispetto al dover intervenire nuovamente con demolizioni, rimozioni o nuovi strati di guaina».
Come è stato finanziato il lavoro?
«Il condominio ha utilizzato esclusivamente risorse proprie, senza fondi pubblici. Le somme sono state raccolte nell’arco di circa un anno. La scelta importante è stata quella di non risparmiare sul risultato finale: spesso nelle assemblee si cerca di ridurre la spesa al minimo, mentre in questo caso i residenti hanno compreso l’utilità di un intervento radicale e duraturo. Abbiamo inoltre affidato direttamente il lavoro alla società specializzata, senza intermediari, ottenendo un risparmio e potendo applicare l’IVA agevolata al 10% prevista per questo tipo di manutenzione straordinaria».
Quanto ha inciso mediamente sulle famiglie?
«Considerando l’impermeabilizzazione, l’efficientamento termico, la preparazione della superficie e il progetto dell’antenna centralizzata, la spesa media è stata di circa 800 euro per famiglia, naturalmente ripartita in base ai millesimi. Non è una cifra irrilevante, ma va rapportata alla portata e alla durata dell’intervento».
Qual è il suo giudizio sul lavoro eseguito da Tecnopur?
«Tecnopur ha realizzato il lavoro in maniera impeccabile. È una realtà specializzata che opera anche su scuole, palestre e strutture pubbliche e ha dimostrato competenza sia nella fase tecnica sia nell’esecuzione. Le fotografie mostrano chiaramente il risultato ottenuto. Aver avuto un rapporto diretto con l’azienda ci ha consentito anche di seguire meglio ogni passaggio e di evitare costi aggiuntivi».
È un modello che consiglierebbe agli altri condomini di Pinetamare?
«Assolutamente sì. Quando bisogna rifare un lastrico solare, ritengo conveniente spendere qualcosa in più per ottenere un risultato migliore sotto il profilo dell’impermeabilizzazione, del risparmio energetico e della durata. Naturalmente il condominio deve organizzarsi per raccogliere prima le risorse necessarie: avere le somme disponibili permette all’amministratore di rivolgersi direttamente alle aziende produttrici e ai tecnici. Credo che questo intervento possa rappresentare un esempio anche per le altre torri di Pinetamare».
L’intervento della Torre 4 mostra così come una manutenzione condominiale possa diventare anche un investimento sulla qualità dell’abitare. Una scelta sostenuta direttamente dai residenti e realizzata da Tecnopur con una tecnologia capace di proteggere la copertura senza appesantire la struttura.
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