Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiAttualitàMagazine Giugno 2026Rubriche

La turbata libertà degli incanti in contesti estorsivi camorristici

Maurizio Giordano
Maurizio GiordanoRedazione Informare
9 giugno 20266 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
La turbata libertà degli incanti in contesti estorsivi camorristici

Indice (2)

  • 1La turbata libertà degli incanti
  • 2Una norma di cerniera

Tra le fattispecie che più frequentemente si prestano ad essere lette in chiave di penetrazione camorristica nel settore economico-amministrativo, l’art. 353 c.p. occupa un posto di particolare rilievo. Dispone, infatti, la norma in questione che chiunque, mediante violenza o minaccia oppure con promesse o collusioni, altera la regolarità di un incanto è punito con la reclusione da due a cinque anni. La norma non presidia soltanto la regolarità formale della gara, ma tutela in modo sostanziale la libertà della competizione e il buon andamento dell’azione amministrativa; beni che risultano direttamente vulnerati quando la forza intimidatrice di un contesto criminale viene utilizzata per orientare l’esito di procedure selettive o per allontanare gli operatori economici non allineati alla forza di intimidazione mafiosa.

La turbata libertà degli incanti

Nei contesti estorsivi camorristici, del resto, la turbativa d’asta non si presenta quasi mai come un episodio isolato o come un mero accordo collusivo tra concorrenti. Essa si colloca, più spesso, all’interno di una più ampia strategia di controllo del territorio e del mercato, nella quale la pressione sui partecipanti alla gara, l’imposizione di imprese gradite al clan, la dissuasione di concorrenti esterni e la creazione di bacini economici riservati costituiscono strumenti tipici di consolidamento del potere criminale. In questo quadro, la violenza o la minaccia rilevanti ai sensi dell’art. 353 c.p. possono assumere forme anche non apertamente esplicite, purché risultino idonee a condizionare la libertà degli offerenti o il regolare svolgimento della procedura selettiva.

Sotto il profilo applicativo, un primo dato importante è rappresentato dalla nozione non meramente formalistica di “gara”, progressivamente valorizzata dalla giurisprudenza di legittimità. L’area di operatività dell’art. 353 c.p., infatti, si estende non solo ai pubblici incanti in senso classico, ma anche alle procedure comparative comunque strutturate, comprese le gare informali o ufficiose, purché vi sia uno spazio effettivo di confronto concorrenziale tra più operatori. In tale prospettiva, la tutela penale si radica tutte le volte in cui l’interferenza intimidatoria o fraudolenta si inserisca in un procedimento destinato alla selezione del contraente, alterandone la libertà concorrenziale oppure scoraggiando la partecipazione di soggetti potenzialmente interessati. Non meno rilevante, poi, è il tema del momento in cui la condotta perturbatrice assume rilievo penale.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale prevalente, l’art. 353 c.p. può venire in considerazione anche per condotte collocate nella fase antecedente allo svolgimento materiale della gara, purché la procedura sia già specifica e determinata e l’azione sia concretamente idonea ad alterarne il risultato finale. Ciò consente di intercettare anche quelle iniziative camorristiche che si manifestano, ad esempio, nell’immediata preparazione della procedura, mediante pressioni preventive sugli imprenditori, spartizioni territoriali o imposizioni volte a selezionare in anticipo il soggetto che dovrà risultare aggiudicatario. Resta, naturalmente, necessario distinguere tali ipotesi da quelle in cui la manipolazione incide sul contenuto del bando o sull’atto equipollente, terreno sul quale opera l’art. 353-bis c.p.; il discrimine va individuato, più che in un dato meramente cronologico, nella funzione della condotta e nel segmento procedimentale concretamente aggredito.

Proprio nei contesti camorristici, la clausola della violenza o minaccia contenuta nell’art. 353 c.p. rivela tutta la sua capacità di adattamento. L’allontanamento degli offerenti, infatti, può realizzarsi non soltanto mediante atti coercitivi diretti, ma anche attraverso l’evocazione di una presenza criminale dominante sul territorio, capace di rendere inutile o pericolosa la partecipazione alla gara. In simili vicende, il dato decisivo non è la spettacolarità dell’intimidazione, bensì la sua efficacia concreta nel comprimere la libertà di autodeterminazione economica dei concorrenti. La cifra mafiosa del fatto consiste proprio in questo: nella capacità del contesto ambientale, della reputazione criminale del gruppo e della conoscenza diffusa del potere di coercizione del clan di trasformarsi in un mezzo di alterazione del confronto concorrenziale, anche quando il messaggio intimidatorio resti allusivo o implicito.

Da qui discende un ulteriore profilo applicativo di notevole interesse: il rapporto tra la turbata libertà degli incanti e i delitti estorsivi. Nei casi in cui la pressione camorristica sia diretta a costringere l’imprenditore a rinunciare alla partecipazione, ad accettare un ruolo subordinato nella filiera dell’appalto, oppure a corrispondere utilità per poter operare senza ostacoli, può venire in rilievo un concorso di reati, giacché la medesima condotta f inisce per ledere, da un lato, la libertà negoziale e patrimoniale della vittima e, dall’altro, il regolare svolgimento della procedura ad evidenza pubblica. In termini pratici, l’interprete è allora chiamato a verificare se la sequenza intimidatoria si esaurisca nell’alterazione della gara o se produca anche un autonomo effetto di coartazione patrimoniale, secondo una dinamica tipicamente estorsiva, eventualmente aggravata dal metodo mafioso.

Una norma di cerniera

Sul piano probatorio, tali procedimenti richiedono quasi sempre una lettura integrata di indici eterogenei. Le dichiarazioni degli imprenditori, spesso inizialmente reticenti per il timore di ritorsioni, devono essere riscontrate con le intercettazioni, con l’analisi dei flussi di aggiudicazione, con l’esame della storia delle imprese che si alternano negli affidamenti e con la verifica di eventuali subappalti, forniture o assunzioni imposte dopo la gara.

In molti casi, infatti, la turbativa non emerge da un singolo atto, ma dalla ricostruzione di una filiera di condotte che mostra come la concorrenza sia stata solo apparente e come il mercato di riferimento fosse, in realtà, già presidiato da una preventiva regolazione criminale. I n definitiva, l’art. 353 c.p. rappresenta, nei contesti estorsivi camorristici, una norma di cerniera tra la tutela della concorrenza, il buon andamento della pubblica amministrazione e la salvaguardia della libertà economica degli operatori. La sua applicazione efficace impone, però, di leggere la gara non come un evento isolato, ma come il punto terminale di una sequenza di pressioni, accordi, intimidazioni e apparenti assetti di mercato che spesso maturano ben prima dell’aggiudicazione.

Per questa ragione, il contrasto a tali fenomeni non può limitarsi al controllo formale della procedura, ma deve investire il contesto imprenditoriale e territoriale nel quale essa si colloca, perché è proprio lì che la camorra tende a trasformare la forza di intimidazione in regola occulta di selezione del contraente.

Leggi anche: Clan dei Casalesi: il dott. Giordano presenta “Il buio e l’alba” nella sede di Officina Volturno

Tags
  • #Camorra
  • #codice penale
  • #maurizio giordano
Maurizio Giordano
Redazione Informare

Maurizio Giordano

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026