
Marianna Monterosso è una donna autistica e neurodivergente, attivista per i diritti delle persone autistiche, che svolge la sua attività di divulgazione come membro dell’Intergruppo Parlamentare per i Diritti Fondamentali della Persona, il primo strumento di democrazia partecipativa in Italia promosso dalla vicepresidente del Senato Mariolina Castellone. Attraverso l’Intergruppo i cittadini e le cittadine possono far sentire la loro voce all’interno delle stanze del potere interagendo direttamente con le Istituzioni attraverso proposte significative, come una possibile nuova Legge sull’autismo che rispecchi i reali bisogni delle persone autistiche.
«Si articola in tre punti fondanti: diritto a salute, istruzione e lavoro per tutte le persone autistiche, anche quelle adulte e senza compromissioni intellettive o disturbi del linguaggio. La nostra Proposta di Legge è incardinata sugli Articoli della Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità, in particolare il diritto all’autodeterminazione, motivo per cui è svincolata, nella fattispecie, dall’assistenzialismo, associazionismo e privatizzazione degli interventi terapeutici che la differenziano da altre proposte, in particolare, è in netto contrasto con tutti i progetti per l’ autismo che mirano all’istituzionalizzazione. Per la prima volta nella storia, sono state proprio le persone autistiche e neurodivergenti a redarre la bozza, e ringrazio tutto l’Intergruppo nella persona della senatrice Castellone per averla accolta, ora è a disposizione dell’organo legislativo affinché possa tramutarsi in testo normativo».
In Italia c’è ancora molta disinformazione sull’autismo, che ricordiamo essere parte delle naturali neurodiversità biologiche, ovvero una molteplicità di funzionamenti neurobiologici in cui le persone nello spettro si discostano dalla maggioranza statistica: neurodivergenza è un termine politico adottato dalla comunità autistica ma che ben spiega la minoranza di funzionamenti mentali atipici all’interno di questa diversità.
«È difficile – spiega Monterosso – vivere in un mondo costruito e normato solo per una parte di società. Per noi persone nello spettro l’accessibilità è tutto e ci viene costantemente negata da pratiche e politiche discriminatorie. Le scuole, i posti di lavoro, tutti i luoghi di pubblico servizio non sono accessibili a chi come me, ad esempio, ha l’ipersensorialità, ovvero un modo atipico di processare gli stimoli sensoriali e di elaborarli: fare la spesa al supermercato e comprare i beni di prima necessità in mezzo alle luci forti, alla musica alta, alla confusione totale è impensabile».
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