
E di ella rimase solo la voce. Forte, imperturbabile, eterna. L’immortalità attraverso l’aria che vibra sulle corde vocali. Di Sibilla, simbolo del territorio flegreo, restò solo quello: l’eterna giovinezza non faceva parte del patto con Apollo e così, mentre il suo corpo deperì, il suono della sua voce restò ai posteri. Ed in esso la sua forza: il potere di continuare ad affermare sé stessa. La voce come un simbolo: l’emblema di un qualcosa che non si spegne mai del tutto. E Sibilla, a Bacoli, nel Centro Anti-Violenza, quella voce la vuol rendere propria di ogni donna che non riesce più ad urlare. Stanca, delusa, ripiegata sul proprio dolore. Una voce per voltare pagina. Una voce per ritornare ad affermare sé stessa. Per ridefinire la propria strada, grazie all’ascolto, all’accoglienza, all’aiuto e alla condivisione. Contro la violenza.
«Il nostro primo obiettivo è quello di ridare voce alle tante donne che sono vittime di violenza: la voce di potersi determinare ed essere sé stesse» è ciò che spiega ai microfoni di Informare Raffaella Ruocco, amministratrice della Cooperativa Sociale Proodos e responsabile del Centro Anti-Violenza di Bacoli e Monte di Procida. «Quando una donna si rivolge ad un Centro Anti-Violenza viene accolta, ascoltata e rassicurata. Molto spesso arrivano in uno stato di agitazione e di confusione emotiva, quasi sempre dopo essere state inchiodate per anni in una situazione di violenza. C’è un qualcosa, però, che scatta all’improvviso nella vita di ognuna: emerge la forza di portare in condivisione il proprio vissuto e di chiedere aiuto».
Un percorso di rinascita che si sostanzia in un cammino con professioniste del settore quali assistenti sociali, psicologhe, avvocate. «La violenza sulle donne è un problema culturale: ha la sua radice nella storica, ma purtroppo ancora attuale, disparità di potere pubblico e privato tra uomini e donne. Il Centro Anti-Violenza non è solo un presidio di protezione per le donne, ma anche di prevenzione, ed in quanto tale deve dialogare con gli attori della comunità educante, quindi scuole, parrocchie e mondo del terzo settore, per agire in termini di informazione e sensibilizzazione. La punizione senza la prevenzione fallisce». Fondamentale, dunque, risulta agire nelle scuole con percorsi basati sull’individuazione e la destrutturazione degli stereotipi di genere e sull’analisi delle emozioni e dei sentimenti. «Spesso i giovani ereditano forme di relazione malsane, dove non è l’amore ad essere padrone, bensì il piacere di esercitare un potere sull’altro».
Sono diverse le forme di violenza che impattano sulla vita delle donne: psicologica, fisica, sessuale, economica. Dal non poter lavorare o dal dover lavorare ma consegnare lo stipendio nelle mani dell’uomo al non poter avere un conto corrente intestato. «Questo tema delicatissimo deve farci sentire tutti corresponsabili, rispetto alle azioni e agli interventi anche politici da mettere in campo. Favorire l’occupazione femminile vuol dire anche lavorare su politiche legate al welfare, alla conciliazione e a tutto ciò che può sostenere le donne che devono tenere insieme la dimensione privata e quella familiare».
«Il Centro Anti-Violenza è stato fortemente voluto dall’amministrazione: io ritengo che siano addirittura pochi i presidi sul territorio». L’Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Bacoli, Cinzia Massa, ha evidenziato l’importanza di questi traguardi. «C’è la necessità di stare vicini alle donne che hanno bisogno di esser ascoltate e di sentirsi protette da uomini violenti. Per Bacoli è un passo in avanti: una finestra su un futuro diverso che può dare alle donne che vengono in questo centro la possibilità di ritrovare sé stesse. Questo può essere un luogo dove, con l’aiuto delle esperte, possano percorrere insieme una strada verso la libertà».
Un presidio importante sul territorio che nel tempo sta trovando la sua forza per dire basta alla violenza di genere. «Il cambiamento c’è stato sul territorio di Bacoli, ma bisogna lavorare ancora tantissimo. Una parte della popolazione è stanca di ascoltare queste notizie di cronaca e vuole dire basta ad ogni forma di violenza. Questa amministrazione lavora sull’idea di un cambiamento sociale, che non riguarda solo le donne, ma anche le persone fragili».
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