
Un progetto partito nel ’97 in una Sarajevo bombardata e che è passato per New York all’indomani dell’11 Settembre, ancora prima in Palestina, a Gerusalemme, poi Mosca e Istanbul, fino a Nairobi, Tokyo e decine di altri scenari mondiali. Arrivando a Pompei, dove il maestro Muti ha illuminato il pubblico del Teatro Grande nel cuore delle rovine della città antica.
Il progetto delle Vie dell’Amicizia, avviato nel 1997, mira a valorizzare le città simbolo della storia antica e contemporanea attraverso la musica. Quello di Pompei terzo concerto del trittico, che coinvolge anche Ravenna e Jerash, in Giordania. Assieme al Maestro Muti con l’Orchestra Cherubini, anche i musicisti dell’Orchestra del Conservatorio Nazionale di Amman e al Coro Cremona Antiqua.

Il concerto di Riccardo Muti a Pompei fa parte del programma del Ravenna Festival, che quest’anno è intitolato Le città invisibili per celebrare il centenario della nascita di Calvino. Le protagoniste di questa nuova edizione sono, non a caso, due città “invisibili” che sono rimaste a lungo sepolte: Pompei e Jerash. Nonostante la loro distanza geografica, questi due luoghi sono uniti da un affascinante patrimonio archeologico e da una bellezza senza tempo. Inoltre, Pompei e Jerash sono legate a Ravenna, che è il cuore della manifestazione. Ravenna è stata scelta dall’imperatore romano Augusto come porto per la flotta del Mediterraneo orientale, e quindi ha una connessione indissolubile con questi luoghi.
“Le vie dell’Amicizia” è un progetto che si avvale del linguaggio universale della musica per trasmettere il suo messaggio sin dal momento in cui rispose alla chiamata di una Sarajevo devastata dalle bombe nel 1997″, ha spiegato Antonio De Rosa, Sovrintendente del Ravenna Festival. “Anno dopo anno, il Maestro Muti sale sul podio di orchestre e cori italiani, a cui si uniscono musicisti delle città che visitiamo durante il nostro viaggio […] Nel 2020 eravamo a Paestum, gemellata con il sito di Palmira, per ricordare il popolo siriano […] E quest’anno, la XXVII edizione delle ‘Vie dell’Amicizia’ arriva anche a Pompei”.
In questa edizione, Muti ha scelto di visitare la Giordania e il campo profughi UNHCR di Za’atari, che ospita migliaia di rifugiati provenienti dalla guerra in Siria e da diversi paesi africani. Non a caso, ha portato la musica nel campo e ha tenuto un concerto nell’antica città romana di Gerasa, Jerash, definita la Pompei araba, sepolta per secoli sotto la sabbia del deserto prima di essere riportata alla luce grazie agli scavi.
Lì Muti si è esibito in un teatro dalle forme e dimensioni simili a quelli di Pompei, come ha sottolineato Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Pompei, che ha svolto un ruolo fondamentale nell’organizzazione dell’evento. In Giordania la scena è rimasta intatta, con le pietre delle gradinate ancora disposte in modo irregolare.
La cavea, sgombra da spettatori, accoglieva 92 musicisti dell’Orchestra Giovanile Cherubini, ai quali, secondo la tradizione dei “Concerti dell’amicizia”, si sono uniti anche elementi provenienti dai paesi visitati, in questo caso 9 musicisti giordani. Il programma è stato ripetuto da Ravenna e Jerash, con brani dal secondo atto di “Orfeo” di Gluck e l’esecuzione di “Casta diva” da “Norma”. Muti ha lasciato il podio per dare spazio ai musicisti siriani e giordani, che hanno eseguito musica tradizionale e un antico canto della regione compresa tra il Tigri e l’Eufrate. La conclusione del concerto è stata segnata dall’esecuzione de “Il canto del destino” di Brahms, suscitando un’emozione tangibile.

Il pubblico di Pompei ha tributato una standing ovation al maestro, che, seppur stanco, era visibilmente felice. Muti ha ribadito il significato di questi viaggi dell’amicizia, sottolineando: “L’obiettivo di questi viaggi dell’amicizia è creare un legame tra persone che parlano lingue diverse, hanno culture diverse e vivono realtà diverse, ma sono accomunate dal sentire del cuore che si esprime attraverso la musica”. Inoltre, a Pompei c’è un elemento aggiuntivo, dato che Napoli è vicina e il legame del maestro con la città in cui è nato è sempre più importante. Il concerto di Pompei, con immagini registrate anche in Giordania, sarà trasmesso su Rai1 il prossimo 5 agosto, in seconda serata.
Di Ciro Giso
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