
Giungono pesanti accuse da parte del Comitato Macrico, che da anni si batte per il mantenimento del verde pubblico nella zona interessata, nei confronti di un presunto accordo di programma che preveda la destinazione urbanistica dell’area MACRICO come F6 del vigente Piano Regolatore Generale.
Le perplessità del Comitato si muovono su più fronti, a partire dal fatto che il Vescovo Lagnese un anno fa aveva firmato la petizione presentata dal gruppo per la destinazione F2, che prevede appunto ill mantenimento del verde pubblico e la non costruzione di ulteriori edifici nell’area interessata (al massimo la riqualificazione di quelli già esistenti). Tale destinazione è quella auspicata da anni sia dal Comitato che, almeno apparentemente, dalla Curia, detentrice della proprietà del bene.
Il Consiglio Comunale ha però trovato continuamente le scuse più disparate per attribuire tale destiinazione, fino ad arrivare ad oggi e alle attuali accuse di cambio di rotta.
La destinazione F6 dell’Area Macrico, e quindi di area edificabile, se confermata, andrebbe contro sia all’interesse dei cittadini che per più 23 anni hanno presentato firme e petizioni per un risultato opposto, sia ad un naturale iter processuale che prevederebbe uno studio di fattibilità che ad oggi manca, escluso il “masterplan” che il comitato definisce “fumoso” e in ogni caso garante della destinazione F2 del bene e per nulla indirizzante la destinazione urbanistica.
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