
Fino a poco tempo fa la Tomba di Scipione l’Africano nel Parco Archeologico di Liternum a Lago Patria era segnalata solo da una lapide semi-visibile. Era un luogo storico totalmente abbandonato, complice l’indifferenza delle istituzioni.
A seguito dell’inaugurazione dello scorso 5 maggio e della riqualificazione dell’area, avvenuta grazie all’attiva collaborazione tra il Comune di Giugliano e il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, è possibile ammirare una nuova area verde rigenerata di 70.000 metri quadri e più ben tre chilometri di passeggiata sul lungolago del vicino bacino di Patria. La rivalutazione di questo luogo di interesse storico così importante ha attirato l’attenzione di Alberto Angela.
L’ultima puntata del suo programma di divulgazione scientifica «Noos», che ha avuto come protagonista gli Scavi di Liternum, ha registrato un 1,5 milioni di telespettatori. Il divulgatore scientifico è andato a scoprire l’antica Liternum, città collegata a Publio Cornelio Scipione, meglio noto come Scipione l’Africano, per seguire l’apertura di un sarcofago ritrovato nella tomba del Cerbero, luogo in cui è stata ritrovata una camera sepolcrale risalente a oltre 2000 anni fa con tutti i suoi tesori ancora intatti.
«Quando si programma, si realizzano i progetti, si recuperano, si riqualificano e si valorizzano aree importanti della città, come ho sempre spiegato, arriva anche un ritorno legato alla promozione del territorio. E Giugliano, finalmente, inizia a salire alla ribalta anche della cronaca nazionale per eventi positivi, per il suo potenziale storico e archeologico che possiamo presentare e valorizzare dopo il lavoro che abbiamo svolto. Chiedevo tempo perché i risultati non si concretizzano dalla sera alla mattina. Ed ho avuto ragione. Serve progettualità, serve reperire fondi, è necessario attraversare i meandri della burocrazia, fare i conti con ritardi ed ostacoli indipendenti dalla volontà amministrativa, e solo alla fine del percorso si raggiunge l’obiettivo. Proprio quello che è accaduto per il sito archeologico di Liternum, di proprietà di Città metropolitana, e per il parco archeologico di Liternum di proprietà del Comune».
Lo Stato e le Istituzioni hanno finalmente contribuito a dare valore a questo bellissimo sito, dando la possibilità ai cittadini di visitarlo e di ammirarlo in tutto il suo splendore. Adesso tutti sono chiamati a prendersi cura di un pezzo di storia che appartiene all’intera civiltà mediterranea.
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