
L’Airone guardabuoi, nome scientifico Bubulcus ibis, è una specie che in un periodo relativamente recente ha colonizzato la Campania, dando luogo poi ad un rapido processo di crescita della popolazione, divenendo l’airone più comune e diffuso sul territorio regionale.
L’avvio del processo viene fatto risalire al maggio del 1992 con l’avvistamento di due esemplari in due distinte località: in acquitrini frequentati da bufali in un’area interessata dalla presenza del Canale di Vena, in Provincia di Caserta, e nei pressi dell’Oasi WWF di Serre – Persano, in Provincia di Salerno. Da allora le osservazioni sono state sempre più frequenti e regolari, con anche un sensibile incremento del numero di esemplari osservati. Il primo caso di svernamento viene fatto risalire al 2003 nei pascoli acquitrinosi e frequentati da bufali in località Ischitella, poco distante dal Lago Patria.
Quell’anno per tutto l’inverno ha sostato uno stormo di 29 esemplari. Oggi l’Airone guardabuoi è una specie comune sull’intero territorio regionale frequentando le zone acquitrinose dei pascoli bufalini, le aree coltivate, dove lo si osserva spesso al seguito dei trattori che sollevano il suolo, lungo la gran parte dei fiumi regionali, sui lagni e di recente anche in zone montane e urbane. Lo si osserva, ad esempio, sui prati dell’aeroporto di Capodichino.
La specie, originaria del continente africano, ha manifestato nel corso del XX secolo un forte e rapido processo di espansione, colonizzando diversi continenti e divenendo sempre più numerosa. Il successo si spiega con la sua elevata capacità adattativa che lo ha portato, come si è visto anche da noi in Campania, a frequentare una notevole varietà di ambienti. È una specie gregaria e nidifica su alberi e arbusti in grandi colonie, denominate garzaie, anche in compagnia di altre specie di ardeidi.
Nel 2020 l’ASOIM stimava una popolazione nidificante di 238 coppie, oggi probabilmente ulteriormente aumentata. In inverno usa aggregarsi al tramonto in grossi stormi per andare a dormire su alberi. Questi raduni notturni sono chiamati “dormitori” (roost in inglese) e in alcuni casi sono davvero spettacolari. Si vedono arrivare questi grossi stormi di aironi di colore bianco che si vanno a posare sui rami spogli degli alberi in inverno e li trasformano in una sorta di alberi di Natale con tante palline bianche, corrispondenti ai tanti individui che si sono posati. Nel corso dei censimenti degli uccelli acquatici che l’ASOIM svolge da una ventina di anni in Provincia di Caserta, sono stati rinvenuti alcuni dormitori di grandi dimensioni, il maggiore, rinvenuto dalla naturalista Filli Carpino nel gennaio 2024 in una località agreste nei pressi di Triflisco, ha fatto registrare la presenza di circa 1500 individui.
La popolazione svernante dell’Airone guardabuoi è cresciuta in maniera esponenziale su tutto il territorio provinciale, come è mostrato dal grafico fornito dall’ASOIM.
di Maurizio Fraissinet
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