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L'alba di una era: a Dimaro il nuovo Napoli tra dubbi ed entusiasmo

Pasquale Di Sauro
Pasquale Di SauroRedazione Informare
16 luglio 20226 min di lettura

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L'alba di una era: a Dimaro il nuovo Napoli tra dubbi ed entusiasmo

Indice (1)

  • 1Cosa succede a Dimaro?
DIMARO (TN). L’alba di una nuova era. Il Napoli costruito da Rafa Benitez e portato in cielo da Maurizio Sarri, dopo l’addio di Koulibaly, non c’è più. A Dimaro tira aria di rivoluzione, tra dubbi e moderato entusiasmo che a tratti si accende e poi si spegne in corrispondenza di voci di presunti nuovi arrivi già firmati e rumors di mercato smentiti.

Manca un mese all’inizio del campionato. Gli azzurri sono attesi il 15 agosto a Verona per cominciare la stagione 2022/2023. Intanto sotto la vigile guida di mister Spalletti, sulle Dolomiti i lavori proseguono: tattici, tecnici, atletici ma soprattutto psicologici.

Sì perché se c’è un aspetto sul quale lavorare duramente in questo ritiro pre stagionale, strano a dirlo, ma è proprio quello mentale. In casa Napoli si provano a superare le tempeste preannunciate ed improvvise, causate dalle partenze di calciatori che sotto l’ombra del Vesuvio, pur vincendo poco, hanno scritto la storia di questo club. Gli azzurri però non aspettano la fine della pioggia. Attraversano coraggiosi i nubifragi lasciandosi bagnare dai tanti pensieri e interrogativi che circondano staff, società e soprattutto tifosi.

Proprio i tanti supporters sono protagonisti di questi giorni di preparazione. Seguono la squadra ad oltranza riempiendo ogni giorno tutti gli spazi disponibili – e non – delle tribune del campo sportivo di Carciato e che dopo gli addii in sequenza di: Insigne; Mertens (forse); Ghoulam; Ospina e Koulibaly; attendono con ansia che Aurelio De Laurentiis batta un colpo, dopo il silenzio assordante degli ultimi giorni. Come si è detto in apertura, la perdita di calciatori – e uomini – come quelli sopraelencati non può e non deve fare più danno di quanto già sia la loro assenza per la prossima Serie A e Champions League.

Il Napoli, senza dubbio, si è indebolito ma è ancora una squadra forte e chissà se da qui alla chiusura del mercato non possa diventarlo ancora di più. Acquisti e cessioni a parte, la fonte di energia primaria è Luciano Spalletti. Il tecnico a Dimaro dimostra di conoscere alla perfezione questo lavoro gestendo calciatori, tifosi e media presenti. L’allenatore toscano sa come accogliere un nuovo arrivato, come moderare le aspettative del pubblico, come comunicare ai giornalisti che la cosa importante da fare è lavorare, faticare, pedalare. L’unico antidoto contro la sfiducia, elemento che nella mente di un calciatore può rivelarsi fatale.

Cosa succede a Dimaro?

Fascia sinistra

Insigne e Ghoulam non ci sono più. In verità l’algerino non c’era già da parecchio tempo. Intanto è arrivato “Kvaradona”, soprannome che al georgiano Kvaratskhelia, come confessato da lui stesso in conferenza stampa di presentazione piace. Il suo tiro sul secondo palo provato e riprovato in allenamento e i suoi gol nella prima amichevole stagionale contro l’Anaune fanno ben sperare. Ma l’esterno ha una pesante eredità da raccogliere, un compito tecnico e soprattutto tattico. Sarà capace di garantire l’apporto in fase difensiva che Spalletti chiedeva all’ex capitano? In caso di 4-2-3-1 le corse all’indietro saranno ancora più importanti per gli equilibri della squadra. E poi Olivera. L’uruguaiano si è allenato poco con la squadra causa recupero da un infortunio rimediato in nazionale. Dire che prenderà il posto di Mario Rui, ad oggi sembrerebbe un azzardo. Il portoghese è sempre più un riferimento per Spalletti e il suo feeling con i tifosi è in crescendo.

Immagine articolo
Credit by SSC Napoli

Fascia destra

Il Napoli ha un nuovo capitano, Giovanni Di Lorenzo è una garanzia per il reparto, per i compagni, per i tifosi. La sua continuità in presenze e prestazioni è già nota ma la stagione è lunga. Pronto per farlo riposare, quando ce ne sarà bisogno, è Zanoli. Il giovane ha ampi margini di miglioramento ma Spalletti ha già conosciuto le sue potenzialità l’anno scorso e confida in un suo supporto durante il campionato.

Se su Politano nelle ultime settimane si è detto di tutto – tra le dichiarazioni del suo agente e le risposte di Spalletti in conferenza – da quando Matteo è a Dimaro non manca mai di sorridere ed allenarsi con convinzione. Niente lascia pensare ad una sua partenza, ma nulla è certo fino all’ultima ora di calciomercato. Intanto la corsia destra ha già un nome sicuro e affidabile. Lozano lavora a pieno per trovare la condizione atletica migliore e preparare la stagione della sua definitiva affermazione in maglia azzurra.

Centrocampo

Lobotka, Anguissa, Fabian. Il trio più provato da Spalletti in ritiro. Zielinski ed Elmas rappresentano invece ad oggi l’unica possibilità per il tecnico di invertire il triangolo e giocare con il vertice alto a supporto della punta. Tuttavia se il Napoli dovesse partire con un 4-2-3-1, davanti alla difesa è molto probabile che il mister opti per i muscoli, a tal proposito le qualità di Diego Demme possono rivelarsi davvero importanti. Ad ogni modo, salvo partenze improvvise, il reparto è completo.

Immagine articolo
Credit by SSC Napoli

Attacco

L’entusiasmo a Dimaro è coinciso con l’arrivo di Victor Osimhen. Il nigeriano si allena con una forza differente, quando i compagni servono i cross, decolla e stampa in porta pallone e portiere. Victor però non potrà fare tutto da solo e allora Petagna si? Petagna no? Aldilà delle possibili uscite, tutti sognano un colpo (Dybala) che possa aiutare Osimhen a far sognare davvero i tifosi partenopei.

Difesa

Tasto dolente. Spalletti e il Napoli hanno perso il suo Komandante. Koulibaly lascia un vuoto difficile da colmare e una buona qualità del reparto è fondamentale per fare punti. Il tecnico lo sa e attende rinforzi ma oggi lavora con quello che ha, troppo poco. De Laurentiis insieme a Giuntoli devono mettere a posto le cose, garantire due innesti affidabili al più presto.

Immagine articolo
Credit by SSC Napoli

Altre variabili:

Ounas resta? Molto probabilmente si. E poi i giovani: Gaetano; Zerbin; Folorunsho; Costanzo; Zedadka e Ambrosino. Molti di questi partiranno in prestito, altri potrebbero restare, anche perché gli azzurrini in ritiro stanno dimostrando, anzi confermando, le loro qualità mettendo qualche pensiero in più nella testa di Spalletti. Infine i portieri. Alex Meret c’è, i giovani Idasiak, Marfella e Contini pure ma si contenderanno il ruolo di terzo. Infatti un secondo portiere arriverà e chissà che non possa insediare la titolarità annunciata dalla mancata partenza di Meret.

Intanto oggi doppia seduta di allenamento conclusa, ottavo giorno di ritiro completato. Domani la sfida in programma alle ore 18:00 contro il Perugia, test atteso per conoscere lo stato di preparazione degli azzurri.

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Pasquale Di Sauro
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