
«Siamo di fronte a una decisione che non passa attraverso alcun organo democratico. Il sindaco Manfredi ha firmato un accordo con il governo e Team New Zealand senza informare né la giunta né il consiglio comunale. È un paradosso, contrario a ogni principio di trasparenza». A parlare è Rosario Nasti, portavoce di Mare Libero, associazione che da anni si batte per la tutela della costa di Bagnoli.
L’assegnazione dell’America’s Cup 2027 a Napoli, annunciata il 15 maggio, è stata celebrata come un’opportunità di rilancio anche durante la conferenza stampa di ieri a Castel dell’Ovo. Ma dietro l’entusiasmo ufficiale, spiega Nasti, si nascondono ombre e rischi per il territorio.
«I dettagli del progetto sono segretati, sia per volontà di Team New Zealand che del governo. Sappiamo solo che la colmata di Bagnoli, che doveva essere rimossa secondo il piano regolatore del 1998, verrà invece usata per hangar e pit stop. Significa stravolgere la costa senza che i cittadini ne siano informati».
Con i poteri straordinari acquisiti come commissario per Bagnoli e per l’America’s Cup, Manfredi può agire in deroga alle norme ambientali e paesaggistiche. «Questo significa che ci saranno opere impattanti, forse permanenti – denuncia Nasti –. Gli hangar dovranno essere alti almeno 45 metri per ospitare alberi da 35, deturpando il profilo costiero. E il sogno dei 2 km di spiaggia libera svanirà».
Durante le regate, poi, l’accesso al mare sarà ulteriormente limitato: «Anche il Lido di Mappatella, uno degli ultimi spazi balneari liberi, sarà precluso ai napoletani. La città rischia di vedere il mare solo da lontano, mentre la costa sarà occupata da strutture temporanee e turisti».
Nasti critica la gestione commissariale dell’operazione: «Napoli non può funzionare solo con deroghe e commissari. Prima Draghi, ora Meloni: il sindaco firma accordi con chi gli dà mano libera, scavalcando le istituzioni locali. È inaccettabile».
L’America’s Cup potrebbe lasciare in eredità non solo sviluppo, ma anche squilibri urbanistici. «Se i napoletani non avranno voce, Bagnoli rischia di diventare un’enclave per eventi, sacrificando il diritto alla costa. Servono trasparenza e partecipazione, non decisioni calate dall’alto».
Intanto, il countdown per il 2027 è già iniziato…
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