
Ad annunciarlo è stato lo stesso scrittore, mediante un post su Facebook, questo un estratto delle sue parole: «Sono storie di tutti e chi può deve sentire il dovere di farle conoscere. C’è chi disinteressatamente le sostiene, ma c’è anche chi ha cercato di fermare questo libro, c’è chi dovrebbe sostenerlo e non lo fa, compresi alcuni che invece dovrebbero».
Miggiano ha aggiunto poi: «Non ci facciamo intimorire e continueremo a far camminare la storia di “L’altro casalese” e lo faremo a testa alta, perché questa, pur non essendo la nostra storia, lo è diventata. Ci vediamo a Bari il 12 settembre per la finale e la premiazione».

Storie come quelle di Domenico avvengono con tanta, troppa frequenza e il libro di Paolo Miggiano è il segnale di una terra che si è ormai stancata di voltare la faccia, di coprirsi gli occhi dinnanzi a questo tumore inestirpabile, che attanaglia da troppo tempo il nostro territorio.
La malavita uccide, ma il silenzio e la solitudine ancor di più…
di Simone Cerciello
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