
Lamont Young (Napoli, 1851 – 1929) moderno e visionario, fu il geniale architetto britannico, ma nato a Napoli, che alla fine dell’Ottocento avrebbe potuto cambiare la città con un progetto ad alta sostenibilità incentrato sul verde ed i trasporti.
Il lungimirante architetto era convinto che il traffico stradale potesse diventare un problema per la modernità. Fù così che presentò un progetto al Comune di Napoli per rendere la città una grande capitale europea. La sua era un’idea a quel tempo visionaria, ma lo era ancora di più il suo progetto – quasi utopistico – di costruire un nuovo rione nel mare, chiamato non a caso rione Venezia.
Young aveva identificato Bagnoli come punto ideale per lo sviluppo turistico e culturale, progettando lì il capolinea della sua metropolitana, dove sarebbero dovuti sorgere stazioni balneari, grandi alberghi, parchi pubblici ed un palazzo per le esposizioni internazionali, che avrebbe ospitato opere dei vari paesi, per dar modo a quei napoletani che non avrebbero potuto viaggiare di scoprire le altre culture.
Egli propose un progetto solo all’apparenza utopico, ma dettagliato e realizzabile. Bagnoli doveva trasformarsi in una piccola Venezia mista ad un paradiso tropicale, doveva pullulare di eleganti alberghi di lusso con accesso alla spiaggia, che all’epoca doveva avere un mare cristallino, nonchè vicini alle preesistenti zone termali; le strade dovevano essere collegate da numerosi canali, il tutto circondato dal mare del golfo e dalle pareti verdeggianti delle colline di Napoli. La distanza con il centro della città non sarebbe più stato un problema, grazie alla stazione.
Il progetto fu approvato dalla Giunta comunale nel 1888. Tuttavia, il progetto, rimase solo un sogno confinato nella mente dell’architetto. Young morì suicida nel suo appartamento dopo aver visto sfumare ogni suo tentativo di realizzare qualcosa che avrebbe cambiato per sempre il volto di Napoli. E, inoltre, dopo aver visto il Comune cedere il progetto Bagnoli ad una grande industria, per un prezzo irrisorio. Bagnoli fu trasformata, a partire dal 1905, in una delle più grandi poli siderurgici del mondo.
La dimora di Villa Ede, in cui il giovane architetto si suicida, sarà poi acquistata dal Comune di Napoli nel 1997 ma attualmente versa in stato di abbandono, mentre la rampa che porta a Pizzofalcone da Santa Lucia/Chiatamone si chiama Rampa Young.
Bagnoli è ancora oggi in attesa di splendere come meriterebbe.
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