
“La via Appia potrebbe essere per l’Italia quello che il cammino di Santiago è per la Spagna” diceva lo scrittore Paolo Rumiz. Da un suo viaggio in cui percorse tutta la strada, da Roma a Brindisi, assieme al regista Alessandro Scillitani, nacquero dei racconti e una docu-serie “Il Cammino dell’Appia Antica”. D’altronde, non poteva non essere d’ispirazione la Regina Viarum, questo il suo soprannome, grazie alla sua storia e alla sua importanza.
Il Ministero della Cultura, il 4 marzo 2020, annunciava il progetto “Appia Regina Viarum”, con cui stanziava 20 milioni di euro per attività di progettazione, di ricerca archeologica, di tutela, di messa in sicurezza del tracciato e di promozione nelle 4 regioni interessate, ossia Lazio, Campania, Basilicata e Puglia. A questa cifra, vanno poi sommati altri 8 milioni grazie al Piano Sviluppo e Coesione. Il progetto ha avuto poi ulteriori fondi grazie al PNRR (105,9 milioni per il Parco Archeologico dell’Appia Antica e il Museo Nazionale Romano). Si sono aggiunti poi 1,6 milioni per il Parco della Caffarella.
Il coronamento del progetto è arrivato nel 2024, con l’UNESCO che ha approvato la candidatura della via Appia come 60° sito italiano Patrimonio UNESCO. A oggi, l’intesa tra 4 regioni e 73 comuni si occupa degli oltre 600 chilometri della via Appia, da dividere in 29 tappe.
Nella regione, in cui sono presenti circa 180 chilometri della storica strada, la gestione dei lavori è affidata alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento. Nel 2023 erano stati già completati i seguenti lavori:
I siti dell’Appia sono stati poi aperti all’Appia Day 2024, accogliendo oltre 1000 visitatori. In particolare, hanno potuto visitare il Mausoleo della Conocchia a Curti, il Parco Archeologico della Regina Viarum a Mondragone, la Villa San Limato a Cellole e la Domus di Confuleius a Santa Maria Capua Vetere.
A Marzo 2025, un’assemblea di sindaci delle 4 regioni si è tenuta a Santa Maria Capua Vetere. L’obiettivo è la costituzione di una struttura rappresentativa dei territori, per rendere più efficiente la gestione del sito UNESCO. Tra le iniziative ci sono un programma di rievocazioni storiche, un itinerario enogastronomico, visite turistiche e progetti di inclusione di tutte le comunità lungo il tracciato.
La provincia di Caserta costituisce uno snodo centrale, anche se il tratto urbano non appartiene al tracciato originale dell’Appia. I lavori più recenti riguardano la riqualificazione del tratto urbano di Via Appia Antica a Caserta. Nell’aprile 2025 è iniziata la riqualificazione del tratto compreso tra viale Mattei e Recale, un’arteria fondamentale per la viabilità cittadina che collega Piazza Carlo III a Recale.
Il Consorzio ASI Caserta ha inoltre approvato, a gennaio di quest’anno, un piano di interventi che prevedono: il rifacimento dì via Appia nell’area industriale di Caserta, dall’incrocio di viale Enrico Mattei verso Recale; Lavori di manutenzione straordinaria in via Pacinotti (San Nicola La Strada); la riqualificazione di via Edison nell’agglomerato industriale di Caserta – località Lo Uttaro.
La via Appia si prospetta, nonostante la sua antichità, una fonte di guadagno e di riscatto futuro per la città e non solo. Sarà importante non farsi trovare impreparati, fornendo ai turisti il necessario per l’esperienza di visita migliore possibile.
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