
Il mese scorso sono stata invitata in un vicoletto del centro storico per vedere gli allievi di Cantieri Stupore, centro di formazione teatrale a Napoli, che ha aperto le proprie porte a una platea ristretta per l’ultima esercitazione dell’anno.
Nato dieci anni fa da un’associazione culturale, Cantieri Stupore si occupa di formazione teatrale lungo diverse direttrici, come spiega Massimo Meraviglia, fondatore e attuale direttore artistico, che vanta una lunga carriera come autore e docente. «Iniziammo a fare attività didattica che nel corso del tempo è stata implementata da nuove risorse e metodologie. Il teatro è il braccio operativo dei processi formativi di cui ci occupiamo; da un lato la nostra formazione è propedeutica a quella attoriale, dall’altro è utile a tutti per acquisire competenze comunicative».
Raimonda Meraviglia, tra i docenti, spiega che: «mentre gli allievi del primo anno si concentrano sulla corporalità, cioè tutte le competenze pre-interpretative, al secondo anno si lavora sullo studio del personaggio. Lo spettacolo del secondo anno è stato scritto da Massimo, sembra che si stia improvvisando perché volevamo mischiare due acting diversi, attraverso un’opera didascalica con alcune scene drammatiche».
Tra le direttrici principali del centro quella pedagogica: implementare nuove metodologie formative, arricchendo gli allievi attraverso differenti approcci, in cui i formatori- 5 per ora- si sono specializzati. L’obbiettivo è anche “formare i formatori” combinando i linguaggi teatrale e pedagogico in un’unica figura, che funziona anche grazie alla collaborazione con OIDA, centro di formazione psicopedagogica. Nella scuola di Cantieri Stupore allievi e formatori sono incoraggiati a portare avanti una progettualità poetica propria, dando loro gli strumenti necessari affinché possano “costruire un proprio teatro” senza aspettare di essere scritturati. «La creatività non si limita solo alla scena- afferma Raimonda – sembra assurdo ma il mestiere dell’attore è molto vicino all’imprenditoria, bisogna sapersi inventare». Per questo motivo, il centro teatrale si propone di fornire agli allievi tutti gli strumenti, anche tecnici, che possano aiutarli a trovare la miglior collocazione. «È possibile trovare la propria strada solo attraversando il percorso teatrale, dalla produzione all’organizzazione» concorda Manuel Severino, un altro docente della scuola.
Napoli è un territorio ricco di laboratori e scuole teatrali, che permette uno scambio continuo, ma implica più competizione professionale. Per questo, la volontà di Cantieri Stupore è quella di dialogare con il territorio, continuando a distinguersi. Oltre all’interpretazione, c’è la ricerca drammaturgica promossa da Alessandro Paschitto e Massimo Meraviglia, i due autori, e l’offerta di diversi workshop con vari professionisti, che riguardano anche gli aspetti tecnici e pratici del mestiere. La ricerca riguarda anche nuovi luoghi da teatralizzare, anche come strumento della promozione degli stessi. Il seme di questo approccio eclettico ha già dato i suoi frutti: Manuel e Raimonda collaborano anche con Putéca Celidònia, collettivo artistico che lavora con beni confiscati nel Rione Sanità. Proprio in questo quartiere, dopo la chiusura del Nuovo Teatro Sanità, il progetto “ ‘A Voce d’‘o Vico” fa da teatro a cielo aperto recitato tra i balconi del Vicolo della Cultura.
È Massimo a ricordare quanto sia importante esprimere una propria iniziativa. «le persone che oggi calcano i palcoscenici più grandi vengono da gruppi che portano avanti una propria linea poetica e che poi, maturandola, si sono inseriti in discorsi più significativi». Per il prossimo anno, il corpo docenti di Cantieri Stupore vuole ingrandirsi, per arricchire l’offerta didattica di nuovi punti di vista. Il piano didattico, discusso alla fine dell’anno, non è messo a fuoco solo sul triennio ma riguarda anche una serie di laboratori aperti. L’obiettivo ultimo sarebbe offrire più corsi su varie fasce d’età e creare un polo artistico di formazione, che possa funzionare anche da luogo di scambio creativo e culturale.
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