
L’Aquila è stata eletta capitale italiana della cultura 2026: un premio per una città che negli anni ha cercato (ed è riuscita) di uscire dalla sofferenza. Il sindaco della città dichiara che si tratta di «una ricostruzione che concerne non solo le cose materiali ma anche la comunità e il sentimento di unione degli aquilani».
Sono passati ormai 15 anni dalla scossa del 6 aprile 2009 con epicentro nella città abruzzese di magnitudo 6,3. Questa scossa fu una parte di una serie di eventi sismici iniziati dal 2008 e terminati nel 2012. Furono cataclismi catastrofici: si contarono più di 300 vittime e di 1600 feriti e si stimano ad oggi oltre 10 miliardi di tragici danni.
Fu il quinto terremoto più distruttivo d’Italia e fino al gennaio del 2010 il numero degli sfollati risultava pari a 10.128. Perciò la ripresa della città e dintorni è stata piuttosto dura, frastagliata da complicazioni e tutta in salita. Ad oggi l’Abruzzo è meta meravigliosa per turisti (e non) risultando parte fondamentale della penisola a forma di stivale.
Il ministro Gennaro Sangiuliano, il 15 marzo alla celebrazione a Roma ha eletto “l’Aquila come capitale italiana della cultura 2026″.
Il sindaco dichiara che l’obiettivo sarà la celebrazione di tutte le arti a 360 gradi, valorizzando ogni tipo di patrimonio culturale: la musica jazz, musica sinfonica o classica, i luoghi simbolo dell’abruzzese e quindi gli Appennini e i paesaggi del centro Italia.
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