Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiCultura

Largo San Castrese, il palmo di una mano

Redazione Informare
Redazione InformareRedazione Informare
22 settembre 20245 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Largo San Castrese,  il palmo di una mano

Nce steva na vota ‘nu viecchio e na vecchia,
ncopp’â nu monte sott’â nu specchio,
sott’â nu specchio ncopp’â nu monte,
aspettame lloco ca mo’ te lo conto… non ti muovere, non fiatare, ascolta che ora ti racconto…

C’era una volta un paese che proprio in mezzo, ma proprio in mezzo in mezzo, e nel punto più alto, ma alto-alto, aveva una piazza che gli abitanti, per umiltà, decisero di chiamare largo, mapperò essendo gente volubile un attimo dopo si pentirono e con burbanza attribuirono a quel luogo il nome di un santo: largo San Castrese.
Il largo era come il palmo di una mano dove gli zingari leggono le fortune e le miserie del destino, i vicoli che si diramavano sembravano le dita di quella mano, senza nome e così stretti che i raggi di sole entravano solo a mezzogiorno trattenendo il fiato, ma in tempo per dire prima del pranzo “Buon appetito”.
Sul largo si affacciava anche una cappella dedicata al santo. Erano intenzionati a costruirgli un duomo a più navate poi, per umiltà o per miseria, optarono per una cappella, uno stanzone con il piano giorno ed il piano notte e, per dare un pizzico di misticismo, una piccola scala esterna di tre gradini ed un cancelletto di ferro, mapperò, essendo inclini al mutamento di pensiero, si pentirono e ristorarono il santo proclamandolo patrono del paese.
San Castrese arrivò lì dall’Africa, figlio di africani, giunse in quel paese con una specie di zatterone attraversando il Mediterraneo, quel piccolo oceano che chiamano mare, così come i paesani chiamavano “largo” quella piazza. Era uno che sapeva il fatto suo, sapeva anche quando doveva morire e lo disse, celebrando poi da sé una messa in suo suffragio con tutti i fedeli intorno che, ad ogni inchino, erano preoccupati della sua immortalazione ipso facto in costanza di governo di sacramenti.
Essendo africano, figlio di africani, stava a casa sua in Africa ed era amico e collega di Sant’Agostino. Quando arrivarono i vandali, una tribù germanica proveniente da una zona più o meno tra Polonia e Germania, non si volle sottomettere.
“Sottomettiti”, gli intimo Genserico, il nuovo re.
“No”, rispose.
“Sottomettiti”, aggiunse,“e bacia la mia spada!”
E Lui fermo “Nsho! E se me lo chiedi altre dieci volte ti risponderò di No altre cento”.
Aristotemo, consigliere di Genserico, si avvicinò e bisbigliò nell’orecchio regale ciò che quest’ultimo avrebbe poi detto: “Castrese, perché non ti vuoi sottomettere? Ho soggiocato tutti aldiquà e aldilà del mare, compreso i Romani, ho abbattuto città, palazzi, chiese, distrutto eserciti, perché non ti vuoi sottomettere, tu?”
“Non per principio, ma per insegnamento. Se un uomo del nord, come te, potente e forte, ogni volta che viene al sud fa razzie, saccheggia, depreda le popolazioni e, come se non bastasse, distrugge monumenti, irridendone usanze e religioni, con che animo io, vescovo di Dio, potrò dire abbiate fede nella giustizia e nella verità perché Gesù, per mano dell’uomo, e Agostino d’Ippona, per mano tua, non sono morti invano. Non è per principio, ma per giudizio che non mi sottometto”, chiosò Castrese.
Genserico guardò negli occhi Aristotemo e, con senso di velenoso spirito, rispose:“Un uomo del nord come me, potente e forte, sa quello che deve fare quando un uomo del sud come te risponde come hai fatto”. Lanciò un urlo che fece impressione a quelli che stavano là. Perché? Perché si fa così quando uno deve chiudere una conversazione poco favorevole. L’urlo è un pretesto per non parlare più.
Genserico, allora, mise Castrese ed altri undici vescovi cristiani su un barcone, che fu trascinato al largo delle coste di quella che oggi chiamiamo Tunisia e diramò un invito a tutte le autorità a non creare ostacoli alla crociera dei dodici prelati. Per giorni e giorni, non trovarono attracco ed ospitalità in nessun porto del mar Mediterraneo, d’altronde nessuno voleva inimicarsi il potente re dei Vandali. Dovevano morire in mare, ma non per espressa volontà di Genserico, ma per arzigogoli diplomatici. Alla fine i vescovi, mal conciati ma vivi, ridotti ad un cumulo di ossa coperte dalle rimanenze del vestiario cotto dal sole, approdarono alla foce di un fiume dove vi era un paese che proprio in mezzo, ma proprio in mezzo in mezzo, e nel punto più alto, ma alto-alto, aveva una piazza che gli abitanti, per umiltà, decisero di chiamarla largo.
Il barcone non portava né sciagure né fanti, ma solo santi.
Dove c’era una piazza chiamata largo San Castrese, in mezzo in mezzo al paese nel punto più alto-alto, nel palmo di una mano c’erano 4 sorelle – Leonìta, Mariadeogratiae, Martha e Kuncettì – che avevano 4 fratelli, 4 mariti e non meno di 4 figli a testa ed un padre che, come San Castrese, aveva deciso quando morire e lo fece invitando a quell’ora e a quel posto le 4 figlie e i 4 figli.
sott’â nu specchio ncopp’â nu monte,
aspettame lloco ca mo’ te lo conto… 

Al caro Daniele,
che ci ritornava sempre.

SFOGLIA QUI L’ULTIMO NUMERO – Informare Magazine Febbraio 2019

Tags
  • #castel volturno
  • #cultura
  • #Largo San Castrese
  • #Magazine Informare
  • #vincenzo russo traetto
Redazione Informare
Redazione Informare

Redazione Informare

Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito dal "Centro Studi Officina Volturno", associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026