
Un’esplosione di colori sgargianti, che come un fuoco d’artificio catalizza l’attenzione di chi passa. Raffigurazioni semplici, che racchiudono in sé intensi significati, diretti e fruibili per tutti. L’arte e i murales di Alessandro Ciambrone si inseriscono in contesti degradati per dare luce e soprattutto colore alle realtà circostanti. Il significato dell’arte che va oltre la mera esposizione e punta ad incidere sui contesti, portando messaggi e realizzando progetti che coinvolgano in potenza un infinito numero di soggetti.
«La mia arte punta molto sulle periferie, il centro della città è già bello. L’obiettivo è sviluppare il concetto che l’arte può portare un senso di rigenerazione in quei luoghi molto degradati». Queste le parole di Alessandro Ciambrone ai microfoni di Magazine Informare, che ha rivelato anche la sua ispirazione sotto questo punto di vista. «Non voglio assolutamente fare paragoni con Jorit, perché lui è un artista di caratura mondiale, ma io ammiro molto la sua arte e la sua capacità di riqualificare zone degradate. Lui opera sempre in periferia e per me è stato una vera fonte d’ispirazione.
La sua capacità di incidere sulla rigenerazione urbana mi ha influenzato. Non voglio fare confronti, lui è un vero artista, io sono più un manager dei beni culturali, ma ha lanciato un grosso messaggio a cui mi sono legato».
L’evoluzione dell’artista, che dall’operare attraverso singoli quadri è passato ai murales, è scaturita anche dalla volontà di creare opere che possano incidere sulla realtà ed essere al servizio della collettività e non unicamente dei singoli. «L’arte nel mio caso è la volontà di gioire. È una risposta ad un sentimento negativo che viene risolto tramite l’allegria. Nei miei murales c’è sempre un’esplosione cromatica e per questo motivo hanno avuto molto successo negli ospedali, nelle carceri, nelle fabbriche». In periodo pandemico, infatti, Ciambrone ha realizzato una serie di murales nella hall dell’Ospedale Pascale di Napoli. «È stato un punto di partenza importante per me. In questi contesti i murales hanno un significato ancora più profondo, perché incidono su molte persone e possono portare gioia. In quella occasione donai anche dieci abiti che furono indossati dalle dottoresse: vennero fatte delle fotografie che sono poi esposte su un muro che è diventato “Il muro delle stelle del Pascale”».
La scelta di virare sui murales è partita dal sistema delle fabbriche, per poi successivamente passare alle carceri e alle scuole. «Mi sono promesso di creare opere in tutto il sistema carcerario della Campania, quindi ho parlato con il Garante campano dei Detenuti, Samuele Ciambriello, e ne ho già fatti sei. Prossimamente per le scuole realizzerò un nuovo progetto dal nome “Dieci murales per dieci scuole”. Saranno murales su temi come la pace, l’amore, la comprensione tra i popoli, il contrasto alla violenza sulle donne. Mentre io dipingerò, ci saranno medici volontari del Cotugno che terranno delle lezioni ai ragazzi per il contrasto alle malattie sessualmente trasmissibili. Si tratta quindi di un progetto molto importante di educazione, che sta ricevendo diversi patrocini, anche da parte di consolati stranieri». Anche in questo caso, l’artista ha coinvolto scuole della periferia di Napoli, come Scampia, Ponticelli, Quarto e Napoli Est.


L’ultimo concorso internazionale vinto da Alessandro Ciambrone è quello relativo alla realizzazione di una piazza dedicata alla letteratura a Santa Maria Capua Vetere, una delle città più antiche e storiche della Campania. «Si tratta di un luogo strategico, infatti lì è presente la facoltà di Lettere e Filosofia. L’obiettivo è far diventare la piazza un luogo poetico che racconti la storia di Santa Maria Capua Vetere e della Campania. In questo progetto, inoltre, ho coinvolto dieci personalità importanti della Campania, per realizzare delle lectio magistralis nel mese di agosto su architettura, fotografica, medicina, giornalismo. Ho anche coinvolto molti consolati, in modo tale che quando verranno in Campania personalità dispicco del panorama internazionale saranno invitati a Santa Maria e potranno realizzare lezioni en plain air. L’obiettivo è anche la promozione del territorio».
Solidarietà è la parola chiave per Alessandro Ciambrone, un sentimento che va oltre l’opera. «La mia arte la lego molto al tema della solidarietà, perché reputo che il 50% delle mie opere insiste su questo concetto anche con attività concrete. Ho coinvolto in queste azioni anche privati che non avevano mai investito in tal senso. Per esempio con Carpisa durante la pandemia, realizzammo un banco alimentare: io raffigurai l’Italia con elementi del brand e della Pasta Garofalo e loro donarono il corrispettivo del peso in kg di ogni borsa venduta in cibo al banco alimentare per le famiglie indigenti».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...