
La Venere degli stracci brucia. E di lei resta solo cenere. Michelangelo Pistoletto la creò nel ’67, quando in Europa stava per iniziare la rivoluzione studentesca. Cinquant’anni dopo, l’opera è approdata in un formato più grande, anche a Napoli.
Questi i buoni propositi del maestro, distrutti dal fuoco nel giro di poco tempo e che hanno infiammato tristezza e delusione nel cuore dei tanti che amano arte e creatività. Sarebbe stato un uomo che viveva come senzatetto a scatenare l’incendio, secondo le prime ricostruzioni arrivate nella stessa giornata del rogo.
Era un’icona dell’arte povera: da una parte il marmo bianco della Venere con la mela, dall’altro la forza della montagna di stracci colorati. Le forme sinuose, le proporzioni classiche del suo scultore settecentesco e poi i vestiti informi gettati via, abbandonati.
Non ascoltate le voci degli sciacalli razzisti e discriminatori. Ma nella grande lotta tra contraddizioni, Napoli cos’è se non la cornice migliore?
Per il suo autore quel marmo avrebbe aiutato a rigenerare gli stracci. Invece, a scontrarsi con la povertà è stata l’opera stessa. Non è stata capita, o forse la sua idea, attraverso gli occhi della Dea, ci guardava dall’alto con troppa superiorità: oggi della Venere ne è stato fatto scempio.
Così Partenope ha dato all’opera la sua massima consacrazione, non c’era finale più sensato. Che ha dimostrato, ancora una volta, la distanza che c’è tra l’arte contemporanea e il popolo che gli vive attorno.
L’arte vuole rigenerare gli stracci, ma non si fa straccio.
Di Ciro Giso
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...