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Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

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L'assassino di Vera Pekhteleva sfila sui carri armati: per lui nessuna punizione

Benedetta Guida
Benedetta GuidaRedazione Informare
29 novembre 20233 min di lettura

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L'assassino di Vera Pekhteleva sfila sui carri armati: per lui nessuna punizione

Indice (3)

  • 1La ricostruzione dei fatti
  • 2La pena mai scontata
  • 3Una strategia per arruolare mostri

Vera Pekhteleva aveva 23 anni, capelli lunghissimi, gli occhi azzurri e un sorriso dolcissimo.
La sua è la storia di un angelo finito all’inferno: torturata, stuprata, seviziata e poi uccisa con 111 coltellate dal suo ex ragazzo Vladislav Kanyus.

La ricostruzione dei fatti

Dopo la loro separazione nel 2020, la giovane era tornata nella casa che avevano condiviso per raccogliere i suoi effetti personali, ma i piani di Kanyus per quell’incontro erano diversi… Dopo averla fatta entrare, Kanyus le ha sbarrato la porta alle spalle e, nel giro di mezz’ora, è iniziato il martirio di Vera.

A ricostruire l’accaduto hanno contribuito i vicini dell’ex coppia testimoniando di aver sentito per ore urla strazianti, pianti e cose sbattere violentemente. Inutili, però, sono state le loro continue chiamate alla polizia. Dopo ben 8 telefonate era chiaro che nessuno sarebbe mai arrivato.
L’ultimo tentativo per cercare di soccorrere Vera Pekhteleva è stata la chiamata al fratello. Ma all’arrivo di suo fratello, entrato sfondando la porta, era ormai troppo tardi: la giovane giaceva a terra in una pozza di sangue, mentre l’aguzzino si trovava nel bagno a bere vodka.

Il corpo di Vera presentava 111 coltellate, segni di violenza carnale, fratture e bruciature, testimonianza di un’agonia durata ore.

La pena mai scontata

Nonostante questo femminicidio sia considerato uno dei più sadici e cruenti nella storia della Russia, Vladislav Kanyus non ha scontato nemmeno un anno di carcere. La pena che gli era stata inflitta per l’omicidio di Vera Pekhteleva, 17 anni di carcere, è stata “cancellata”. L’efferato omicida è stato assolto dopo aver prestato soli sei mesi di servizio militare in Ucraina. La mamma di Vera Pekhteleva ad un anno e mezzo dall’orrendo omicidio di sua figlia, ha visto recapitarsi le foto di Vladislav Kanyus che allegramente sorseggiava una birra insieme ai suoi amici, durante una grigliata. 

Una strategia per arruolare mostri

Questa è la nuova strategia utilizzata dal governo di Mosca per arruolare nuovi combattenti: si raccolgono gli avanzi più abietti e violenti delle carceri e si mandano al fronte. Più il criminale è pronto a tutto e più il suo profilo è interessante per la guerra. Poi, dopo aver prestato servizio per la patria, non si può certo pensare di punire un eroe di guerra! Vittime inermi di questa spregevole strategia saranno i più deboli: donne, bambini, anziani, mentre i loro aguzzini sfileranno liberi sui loro carri armati.

Tags
  • #Femminicidio
  • #Kanyus Vladislav
  • #tortura
  • #Vera Pekhteleva
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