
Villa Giaquinto è uno dei pochi parchi verdi nel centro cittadino casertano, essendo essa sita in via Galilei. Occupata e liberata nel 2016, da allora il ‘Comitato per Villa Giaquinto’ si è attivato per fare di questo spazio un centro culturale nevralgico per la città.
Dallo scorso ottobre, però, la villetta è chiusa in quanto interessata a lavori del PNRR. Le specificità dell’intervento intitolato ‘Miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale di Villa Giaquinto’ sono le seguenti: un importo contrattuale di €217.517,96 oltre oneri di sicurezza di €8.648,19. I lavori sono stati avviati lo scorso 22 ottobre 2025; mentre la fine prevista è per il 2 aprile 2026. L’impresa esecutrice è Ar.co Edil s.r.l.
In questi giorni, però, tra i cittadini casertani è sorta molta preoccupazione sulla modalità dei lavori e sulla necessità di rispettare le scadenze PNRR.
Ce ne ha parlato in primis Ferdinando Errichiello, tra i principali attivisti del ‘Comitato Villa Giaquinto’: «Villa Giaquinto è interessata da qualche mese dai lavori del PNRR. Lavori che hanno stentato a partire e che, a seguito di una petizione che aveva visto più di 1000 sottoscrittori e sottoscrittrici, sono partiti a novembre 2025, ma si sono fermati praticamente dopo un mese. Abbiamo scoperto che era perché c’erano stati dei ritardi dei pagamenti alla ditta». È da lì che gli attivisti si sono interessati ancor di più alla questione: «Stiamo in questo momento incontrando tutte le figure responsabili all’interno dell’amministrazione per chiedere che i lavori ripartano perché le scadenze sono strettissime. Questi sono lavori del PNRR, quindi entro giugno bisogna aver completato il 75% dei lavori».
Errichiello ci spiega anche gli interventi che sono previsti: «I lavori comprendono sostanzialmente l’installazione di uno skatepark affianco al campo di basket, il rifacimento delle giostre, del campo di calcio, dell’impianto di illuminazione, dell’impianto dell’irrigazione e della pavimentazione antitrauma».
Ma, nonostante tutte le buone premesse: «Noi siamo sinceramente un po’ preoccupati perché ci sembra che i fondi siano un po’ scarsi per tutte queste cose, quindi abbiamo presentato una nostra lista di priorità. La priorità assoluta di questo parco è l’illuminazione – perché le luci staccano quando piove e quindi il luogo smette di essere sicuro e usabile dalle persone – e il rifacimento della pavimentazione e delle giostre, perché questo è innanzitutto un parco per bambini e questi devono poter giocare serenamente senza rischiare di farsi male. Quindi ci aspettiamo che i lavori ripartano il prima possibile e speriamo che riapra il prima possibile questo parco che è fondamentale per la città intera e ovviamente anche per questo quartiere che non ha aree verdi o spazi attrezzati».
Le precedenti dichiarazioni risalgono allo scorso 6 febbraio. Da allora, però, i lavori sono ripartiti a partire dallo scorso 18 febbraio. Il Comitato, con un post Facebook, ci ha tenuto a sottolineare quanto segue:
I lavori sono ripartiti dalle potature degli alberi, che hanno suscitato molto dibattito in città.
Comprendiamo le diverse sensibilità e le opinioni tecniche espresse in questi giorni sui mezzi di informazione: gli interventi sul verde pubblico del parco, avviati a partire da mercoledì 18, sono importanti e imponenti.
Non spetta a noi entrare nel merito delle scelte tecniche, pur non nascondendo la nostra preoccupazione per l’entità di alcuni interventi che appaiono come tagli drastici. Sarà il tempo a darci la risposta sulla capacità di ripresa degli alberi a fronte di operazioni così dibattute.
Ribadiamo comunque la nostra fiducia nell’operato della Direzione Lavori del Comune, affidata a un agronomo abilitato, e ricordiamo che le scelte d’intervento rientrano in un piano di manutenzione straordinaria di competenza esclusiva dell’ente, volto a garantire la stabilità delle alberature e la sicurezza dei frequentatori.
Il nostro compito è vigilare affinché il parco torni al più presto alla sua piena fruibilità e che gli interventi richiesti dalla comunità siano attuati.
Accogliamo il dibattito pubblico come segno di attenzione e amore per il verde e confidiamo che la professionalità degli incaricati porti ai risultati attesi per la salute a lungo termine del patrimonio arboreo.
Oltre alle preoccupazioni sull’iter burocratico, ci è pervenuta anche una lettera aperta indirizzata ai componenti della Commissione Straordinaria dell’agronomo Giuseppe Messina, ex vicesindaco di Caserta, che segnala anche una serie di errori tecnici:
Sono iniziati quindi i cosiddetti lavori di ristrutturazione a verde di Villa Giaquinto. Già da qualche giorno i tagliatori di alberi hanno iniziato la loro opera di distruzione fisica del patrimonio a verde di quel bene comune.
Con beneficio per l’impresa (diversi quintali di legna da ardere e quindi da vendere, ved. Foto) i tagliatori stanno capitozzando tutti gli alberi, eliminato il veliero e tutto quello che indicava un’identità di un luogo vissuto da migliaia di cittadini inermi.
Il danno che si sta procurando è irreversibile e spiego il perché.
La capitozzatura è una pratica altamente dannosa: indebolisce l’albero, ne riduce drasticamente la capacità fotosintetica, ne compromette la stabilità nel medio-lungo periodo e accorcia sensibilmente la sua aspettativa di vita. Distruggendo la chioma, viene di fatto annullata soprattutto gran parte dei servizi ecosistemici che l’albero fornisce in ambiente urbano.
Tra questi servizi, uno dei più rilevanti è il miglioramento della qualità dell’aria. Vale la pena ricordare che la copertura vegetale nelle aree urbanizzate contribuisce alla riduzione degli inquinanti atmosferici (come particolato fine, ossidi di azoto e ozono), alla mitigazione delle isole di calore e, indirettamente, alla diminuzione dell’incidenza di numerose patologie respiratorie e cardiovascolari. Ridurre drasticamente la chioma significa ridurre superfici fogliari attive, cioè eliminare un vero e proprio “filtro biologico” dall’ambiente urbano.
A questo si aggiunga la demolizione e distruzione di quei manufatti che hanno caratterizzato per oltre vent’anni Villa Giaquinto, a cominciare dal veliero, buono oggi per farne legna da ardere.
Le foto di seguito presentate ne sono una tangibile prova.
Di seguito trovate le foto allegate alla lettera scritta da Messina:









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