
Negli ultimi anni il mercato del lavoro italiano ha mostrato segnali di crescita che hanno coinvolto anche il Mezzogiorno, un’area storicamente caratterizzata da tassi di occupazione più bassi rispetto alla media nazionale. In questo scenario si inserisce il Programma GOL, acronimo di Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, una delle principali riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per rilanciare le politiche attive del lavoro e accompagnare persone disoccupate, lavoratori fragili e cittadini in cerca di nuove opportunità professionali. Secondo i dati del monitoraggio nazionale, il programma ha superato i target inizialmente fissati dal PNRR, coinvolgendo oltre 4,7 milioni di persone e consentendo a più di 927 mila cittadini di partecipare a percorsi formativi finalizzati all’aggiornamento e alla riqualificazione professionale.
L’obiettivo di GOL non è semplicemente quello di favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma di costruire percorsi personalizzati in grado di aumentare le competenze dei lavoratori e migliorarne l’occupabilità in un mercato in continua trasformazione. Il programma rappresenta infatti il perno della riforma delle politiche attive del lavoro prevista dalla Missione 5 del PNRR e si integra con il rafforzamento dei Centri per l’Impiego e con gli interventi dedicati alla formazione professionale.
I numeri certificano una crescita significativa. Già alla fine del 2024 erano oltre 3,1 milioni le persone prese in carico dal programma, mentre a gennaio 2025 il dato aveva superato quota 3,2 milioni. La metà dei beneficiari è stata indirizzata verso percorsi di reinserimento lavorativo rivolti a chi risultava già vicino al mercato del lavoro, mentre una quota importante ha partecipato a percorsi di aggiornamento e riqualificazione delle competenze.
Nel corso del 2026 il programma ha registrato un ulteriore incremento, raggiungendo quasi 4,8 milioni di persone coinvolte in almeno una misura di politica attiva. Parallelamente è stato superato con anticipo il target europeo relativo alla formazione, fissato a 800 mila partecipanti, grazie a oltre 927 mila cittadini che hanno frequentato corsi di aggiornamento, specializzazione e reskilling.
Si tratta di risultati che testimoniano la capacità della misura di intercettare una vasta platea di destinatari, dai percettori di sostegni al reddito ai disoccupati di lunga durata, passando per giovani, donne e lavoratori con maggiori difficoltà di inserimento professionale.
Il Mezzogiorno rappresenta uno dei principali banchi di prova per l’efficacia del Programma GOL. Le regioni meridionali continuano infatti a registrare livelli occupazionali inferiori rispetto al Centro-Nord, ma negli ultimi anni hanno mostrato segnali di miglioramento che hanno riacceso il dibattito sul possibile recupero del divario storico.
In questo contesto le politiche attive del lavoro assumono un ruolo determinante. L’obiettivo è quello di trasformare la crescita occupazionale da fenomeno episodico a processo strutturale, attraverso investimenti nella formazione e nella qualificazione delle competenze. Le regioni del Sud hanno inoltre beneficiato di risorse dedicate per rafforzare i servizi territoriali e migliorare la capacità di accompagnamento al lavoro.
La Campania rappresenta uno degli esempi più significativi. Attraverso il Programma GOL la Regione ha attivato percorsi personalizzati gestiti dai Centri per l’Impiego, destinando risorse rilevanti alla formazione e al reinserimento lavorativo dei beneficiari. Il sistema regionale punta a integrare orientamento, formazione e accompagnamento al lavoro, con particolare attenzione alle transizioni occupazionali e alle nuove competenze richieste dalle imprese.
Nonostante i risultati positivi, gli esperti invitano a valutare il programma non soltanto sulla base delle prese in carico o del numero di persone formate, ma soprattutto considerando gli esiti occupazionali effettivi. Le analisi più recenti evidenziano infatti che il programma produce risultati migliori per i profili già vicini al mercato del lavoro, mentre incontra maggiori difficoltà nei percorsi rivolti alle persone più fragili e nelle aree economicamente più deboli del Paese.
Secondo alcune valutazioni, quasi il 40% delle persone prese in carico risulta occupato dopo l’ingresso nel programma, ma gli esiti variano sensibilmente in base al territorio, al livello di competenze iniziali e al percorso seguito. Questo conferma come la sfida non sia soltanto attivare i beneficiari, ma garantire opportunità lavorative stabili e durature.
Il futuro del Programma GOL dipenderà quindi dalla capacità di consolidare i risultati ottenuti e di trasformare la formazione in occupazione reale. Per il Mezzogiorno, e in particolare per regioni come la Campania, la vera partita si giocherà sulla possibilità di creare un collegamento sempre più stretto tra competenze, imprese e sviluppo territoriale. Solo così la crescita registrata negli ultimi anni potrà diventare un cambiamento strutturale e contribuire a ridurre in modo significativo il divario occupazionale che ancora separa il Sud dal resto del Paese.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...