
Economia circolare, rivoluzione energetica al centro delle proposte dell’associazione Legambiente che da anni ha a cuore la tutela dell’ambiente. Per Legambiente, innovazione e decarbonizzazione sono le chiavi accelerare la transizione ecologica del nostro Paese e riuscire a competere a livello globale.
In occasione del Forum “L’Italia in cantiere”, l’associazione, in concomitanza con il piano legislativo UE proprio sulla competitività, ha presentato la Bussola per la competitività, un piano composto da ben 14 proposte in quattro diverse aree di intervento per rendere l’Italia un paese più green.
Nonostante le criticità legate all’emergenza ambientale, l’Italia crede e punta sulla transizione ecologica, come dimostrano le numerose aziende impegnate in decarbonizzazione ed economia circolare. Per Legambiente, queste realtà non devono essere lasciate sole ma anzi accompagnate con costanza in questa transizione. L’associazione ha infatti censito ben 30 “campioni nazionali” nel settore.
Lungo l’intero stivale sono tante le iniziative adottate, che spaziano tra energie rinnovabili, economia circolare e mobilità sostenibile: dalla cartiera di Roccavione che utilizza solo materiali riciclati, al più grande impianto fotovoltaico aeroportuale d’Europa a Fiumicino, al riciclo delle terre rare a Ceccano e alla produzione di biometano dagli scarti agricoli in Puglia, fino ad arrivare alla nostra Caserta in cui emerge un progetto sulla separazione e riciclo della plastica da raccolta differenziata.
Ancora, l’Italia eccelle in settori chiave come vetro, carta, acciaio e oli esausti, con le rinnovabili che nel 2024 coprono il 41,2% del fabbisogno elettrico. Un meraviglioso panorama che però vede il suo più grande limite negli ostacoli della burocrazia, che oscilla tra vincoli e vuoti normativo su premi per innovazioni e filiere circolari ed un’eccessiva dipendenza energetica dall’estero. A ciò si unisce l’elevato costo delle bollette ed i lenti iter burocratici che frenano le autorizzazioni per impianti rinnovabili. Discutibili anche le scelte del Governo Meloni dal Piano Mattei al rafforzamento dei gasdotti, per non parlar poi del ritorno al nucleare. Di fronte queste criticità, Legambiente chiede un concreto cambio di passo con misure ad hoc a favore delle rinnovabili e dell’economia circolare.
«Il nostro Paese è ancor ancora oggi ostaggio del vecchio sistema produttivo fossile e inquinante. È arrivato il momento di liberarlo. […] Siamo nell’era della piena maturità e della convenienza economica delle tecnologie innovative per decarbonizzare e rendere circolare tutta l’economia italiana. Non perdiamo questa occasione», queste le parole del presidente Stefano Ciafani.
Sono quattro i settori su cui punta l’associazione. Si parte dagli iter autorizzativi, per i quali Legambiente suggerisce di completare l’organico della Commissione PNRR – PNIEC del Ministero dell’Ambiente e rafforzare il personale nelle amministrazioni locali per accelerare le autorizzazioni.
Ancora, energia rinnovabile, necessario diventa rivedere il decreto sulle aree idonee, ridurre i tempi per l’entrata in vigore del prezzo zonale, semplificare le procedure per il repowering dei parchi eolici esistenti e permettere la costruzione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli da bonificare. Inoltre, Legambiente chiede di rendere obbligatoria l’installazione di impianti fotovoltaici nei parcheggi superiori a 1.500 mq e di completare gli accordi con il GSE per i settori industriali ad alta intensità energetica.
Per accelerare la transizione ed abbracciare un’economia circolare, Legambiente propone di snellire le procedure di autorizzazione per gli interventi del PNRR, supportare lo sviluppo di filiere strategiche ed estendere l’obbligo dei Criteri Ambientali Minimi agli appalti pubblici. Infine, sul tema dei controlli ambientali, Legambiente chiede di completare l’approvazione di una serie di decreti attuativi per fermare la concorrenza sleale da parte degli operatori che non rispettano le normative ambientali.
A ciò, si aggiunge la crescente attenzione verso la crescita dei green jobs, professioni orientate alla sostenibilità ambientale. Secondo il rapporto GreenItaly 2024 di Fondazione Symbola, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, nel 2023 i lavoratori della green economy costituivano il 13,4% degli occupati con in testa alla classifica Lombardia ed Emilia-Romagna (15%), mentre posizione bassa per la nostra Regione con una percentuale dell’11.5.
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