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ApprofondimentiMagazine Agosto 2023Pubblicazioni Scientifiche

Le acque trattate dalla centrale nucleare di Fukushima saranno scaricate a mare 

Angelo Morlando
Angelo MorlandoRedazione Informare
7 agosto 20234 min di lettura

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Le acque trattate dalla centrale nucleare di Fukushima saranno scaricate a mare 

Come preannunciato all’epoca dello speciale che ci ha portato al riconoscimento del premio internazionale di giornalismo d’inchiesta, vi teniamo aggiornati sullo scarico delle acque trattate dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima Daiichi direttamente a mare, che tanto ha allarmato la comunità internazionale. 

Immagine articolo

Tutto nasce nel marzo 2011, a seguito del terremoto e del conseguente tsunami che hanno devastato il Giappone e che ha colpito seriamente anche la centrale nucleare. Da quel momento è stato necessario immagazzinare le acque trattate provenienti dall’impianto e che oggi hanno superato 1 milione e trecentomila metri cubi. Le acque dell’impianto subiscono diversi trattamenti a cascata attraverso dei sistemi avanzati individuati come ALPS (Advanced Liquid Processing System), che riescono a trattenere anche la maggior parte delle sostanze radioattive. Nel 2020 la capacità di accumulo delle acque trattate è stata ulteriormente aumentata, ma il rischio è proprio questo: cosa può accadere se si verificasse un nuovo terremoto come quello del 2011? 

È molto probabile che i nuovi serbatoi, per quanto ben strutturati, potrebbero rompersi e riversare direttamente in mare una buona quantità di quanto immagazzinato sino ad ora. Dal 2021, il governo giapponese unitamente alla TEPCO (la società che gestisce l’impianto) hanno portato in fase avanzata una serie di studi chiedendo supporto a tutta la comunità internazionale e, in special modo, all’IAEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica). Tra le varie alternative studiate, la meno rischiosa è risultata quella dello scarico a mare, controllato e diluito, nei prossimi almeno 20 anni. 

Dopo circa due anni, a luglio 2023 è stato reso disponibile direttamente dal portale ufficiale dedicato della TEPCO (https://www.tepco.co.jp/en/decommission/progress/watertreatment/index-e.html) la “Pubblicazione del rapporto completo sulla revisione della sicurezza dell’acqua trattata ALPS da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA)” (https://www.tepco.co.jp/en/hd/newsroom/announcements/archives/2023/20230704_01.html).  

La revisione dell’AIEA è stata condotta da una task force internazionale composta da esperti provenienti da Argentina, Australia, Canada, Cina, Francia, Corea, Isole Marshall, Russia, Stati Uniti, Regno Unito e Vietnam, nonché dipendenti dell’AIEA. La revisione della sicurezza dell’acqua trattata ALPS è stata condotta su tre componenti principali: “Valutazione della protezione e della sicurezza”, “Attività e processi normativi” e “Campionamento indipendente, convalida e analisi dei dati” alla luce degli standard di sicurezza internazionali dell’AIEA. Il rapporto pubblicato questa volta è il rapporto completo su tutti questi componenti. 

Secondo il comunicato stampa del Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria, l’AIEA ha concluso il piano di scarico delle acque trattate ALPS in mare, addivenendo alle seguenti conclusioni come sintetizzato di seguito:

– L’approccio allo scarico delle acque trattate ALPS in mare l’acqua in mare e le attività associate della TEPCO, dell’autorità di regolamentazione nucleare e del governo del Giappone sono coerenti con gli standard di sicurezza internazionali pertinenti. 

– Lo scarico delle acque trattate ALPS, come attualmente previsto, avrà un impatto radiologico trascurabile sulle persone e sull’ambiente. 

Il giorno seguente, 5 luglio 2023, è seguita la visita all’impianto nucleare di Fukushima Daiichi da parte del direttore generale dell’IAEA, Rafael Mariano Grossi. 

(https://photo.tepco.co.jp/en/date/2023-e/202307-e/230705-01e.html). 

«Il piano di Tokyo è in linea con gli standard di sicurezza globali», ha dichiarato il direttore generale dell’IAEA, Rafael Grossi, che si è recato in Giappone per presentare di persona al primo ministro nipponico Fumio Kishida il report che attesta che lo scarico dell’acqua trattata avrebbe «un impatto radiologico trascurabile sulle persone e sull’ambiente», ponendo le basi affinché il Paese prenda una decisione definitiva sul progetto. «Se il governo decide di procedere – ha assicurato Grossi – l’IAEA sarà in modo permanente a Fukushima, revisionando, monitorando e valutando questa attività per i prossimi decenni

Seppur le conclusioni dell’IAEA sono incoraggianti e rassicuranti, per noi l’unica buona notizia è che contestualmente allo scarico delle acque trattate si avvierà anche la dismissione dell’intero impianto nucleare. 

La nostra opinione resta sempre la stessa: quell’impianto, così come tanti altri esistenti in Giappone, non doveva mai essere realizzato. Se è pur vero che con le moderne tecnologie disponibili, il rischio di accadimento di un incidente in un impianto nucleare si è notevolmente ridotto, il danno potenziale che ne deriverebbe è inaccettabile, pertanto, il rischio stesso è inaccettabile. 

Tags
  • #centrale nucleare
  • #Fukushima
  • #mare
Angelo Morlando
Redazione Informare

Angelo Morlando

Responsabile Scientifico del magazine Informare e dell'Associazione "Centro Studi Officina Volturno". Ingegnere Idraulico, specializzato in ingegneria sanitaria e ambientale. Giornalista iscritto all'Ord. della Regione Campania con n. 143539

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