
Le app del futuro penseranno sempre più al green. Nel contesto della Apple Academy, Asia Monda si ritrova a collaborare in team a progetti innovativi, riscoprire culture e interessi di studenti da tutto il mondo. «La creazione di un app parte da un lavoro di gruppo – in questo caso c’ero io insieme ad Ali Salman, Luca Spisso, Ciro Secondulfo, Ciro Capasso e Ciro Forchettain – cui è richiesto un processo creativo che va oltre il solo lavoro del coder. E le idee sono l’unica cosa che non ci manca mai. Ho avuto la possibilità di imparare tecnicismi e manualmente sviluppare programmi».
Durante il percorso alla Apple Academy, sono nate alcune applicazioni pubblicate anche su app store. Tra queste, c’è n’è una in particolare, arrivata 72esima nella classifica mondiale della categoria life styles, stiamo parlando di Karl.
Karl è un guardaroba digitale che ti permette di raccogliere tutti quelli che sono i tuoi capi d’abbigliamento e abbinarli. L’obiettivo è quello di contrastare il fast fashion, promuovendo uno stile di vita sostenibile. Un’alternativa amica dell’ambiente e delle tasche: una nuova vita al proprio guardaroba, senza dover acquistare capi nuovi.
«Con la nostra app diventi unico perché abbini le cose che già hai – ci dice Asia – ma a cui magari non avevi mai pensato potessero abbinarsi bene con altri tuoi capi. Questo ti porta a non spendere e non si incentiva il mercato del fast fashion, creandoti uno stile unico. L’idea è sempre stata quella di creare una community tramite canali social, diventando anche una realtà che abbia un’identità cool».
Un app contro le fast fashion della moda insomma. «Abbiamo vinto e partecipato a vari premi come start cup campania 2023, fabbrica italiana dell’innovazione, ecc. Il desiderio di lanciare il prodotto è stato molto forte, quindi siamo subito partiti dallo studio di Itten, dove abbiamo studiato come si abbinano i colori poi siamo giunti a sviluppare future implementazioni che prevedono l’utilizzo dell’IA nel processo di abbinamento. Dallo studio del cerchio di Itten abbiamo capito gli abbinamenti dei colori in maniera oggettiva. La macchina è automatica ma l’input lo diamo noi. Input come: abbinamenti monocromatici, analoghi, analoghi estesi, complementari e complementari divergenti. Speriamo presto di poter instaurare collaborazioni tramite varie aziende del settore».
Un consumo ed una produzione responsabile fanno parte dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. In un periodo in cui si ha sempre meno fiducia in una totale realizzazione di tutti gli obiettivi dell’agenda, dare un contributo simile è estremamente necessario.
«Rendere un idea realtà è una soddisfazione personale indescrivibile. Avere un prodotto che funziona – continua Asia Monda entusiasta – vedere la propria app salire in classifica è estremamente appagante. Ma non deve essere solo una moda, quello del voler essere sostenibili. Il messaggio che noi cerchiamo di mandare è che può essere cool anche mettere due volte la stessa cosa magari. Con un app non si può avere la pretesa di cambiare il mondo ma può essere il mezzo per raggiungere il fine, va fatto un lavoro di mentalizzazione del pubblico. Non è l’app che fa la differenza ma il lavoro che ci fai attorno. Va fatta un opera di comunicazione e coinvolgimento».
Altra app sviluppata da un team della Apple Accademy con Asia Monda è Handsapp, volta ad aiutare i content creator durante la registrazione dei loro lavori.
«I nostri coder iniziano a studiare, finché non approdiamo con l’idea del riconoscimento manuale. Associamo dei simboli per comandare la fotocamera che può essere gestita a distanza. Essendo un app sviluppata sul machine learning abbiamo dovuto caricare migliaia di foto di mani che facessero l’ok ad esempio, per far imparare la macchina a riconoscere questo gesto in più modi possibili collegandolo automaticamente ad un comando (che sia di riproduzione o arresto della ripresa). Siamo stati contattati da un sacco di incubatori di startup, che ci hanno dato feedback positivi e ci hanno spinti a continuare il progetto. Non vediamo l’ora di scoprire dove potranno portarci queste avventure intraprese!».
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