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Le bombe a grappolo degli Stati Uniti all'Ucraina dividono l'opinione pubblica

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14 luglio 20235 min di lettura

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Le bombe a grappolo degli Stati Uniti all'Ucraina dividono l'opinione pubblica

Indice (3)

  • 1Quali bombe a grappolo forniranno gli Stati Uniti
  • 2La pericolosità delle bombe a grappolo per i civili
  • 3Un dibattito ancora aperto

Come annunciato dal consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, venerdì 8 luglio è stata approvata la fornitura di bombe a grappolo al governo ucraino. Sia la Russia che l’Ucraina hanno fatto ampio utilizzo di tali armi durante la guerra, ma il loro uso è generalmente molto contestato visti i danni che causano alla popolazione civile. 

In merito è stata adottata nel 2008 una Convenzione dell’ONU, firmata da 123 paesi, che ne vieta l’utilizzo. La Convenzione non è stata firmata da circa 70 paesi, tra questi: Stati Uniti, Russia e Ucraina.

Quali bombe a grappolo forniranno gli Stati Uniti

Le bombe a grappolo sono utilizzate dalla Seconda Guerra Mondiale, sono caratterizzate da contenitori che trasportano decine di munizioni più piccole (“submunizioni”) fatte per coprire aree molto ampie, a volte anche svariate centinaia di metri, e colpire i bersagli tramite le schegge di cui sono dotate. 

È per forza di cose un’arma molto efficace, ma anche molto imprecisa, visto il gran numero di danni collaterali che potrebbero causare. Gli eserciti che le impiegano non rilasciano dati ufficiali in merito.

Le bombe a grappolo fornite dagli Stati Uniti all’Ucraina sono delle “munizioni a grappolo”, nel senso che non sono bombe lanciate dagli aerei ma munizioni di artiglieria da 155mm che devono essere lanciate da terra tramite obici. Secondo il New York Times, gli Stati Uniti dispongono nel loro arsenale di due tipi di munizioni a grappolo: le M483, che contengono 88 submunizioni, e le M864, che hanno una gittata più lunga e contengono 72 submunizioni. Non è chiaro quale di questi sarà inviato in Ucraina.

Il presidente Biden ha detto che la decisione di inviare bombe a grappolo all’Ucraina è stata “difficile” ma necessaria perché “gli ucraini stanno finendo le munizioni”.

La pericolosità delle bombe a grappolo per i civili

Secondo la Croce Rossa, tra il 10% e il 40% delle munizioni resta inesplosa e finisce per danneggiare i civili che le trovano e le maneggiano anche a distanza di molti anni, tutt’ora in Laos vengono registrate vittime civili per le bombe a grappolo lanciate dagli Stati Uniti durante la guerra in Vietnam. Secondo il governo statunitense queste bombe hanno un tasso di non esplosione molto più basso, 2,35%, ma sono dati tutti da verificare visto che le bombe in dotazioni agli Stati Uniti sono le stesse da decenni, secondo il Washington Post potrebbe esserci stato un aggiornamento. Ma non sarebbe comunque sufficiente per la legislazione americana che proibisce di esportare armi con un tasso di fallimento superiore all’1%. Il presidente Biden ha dovuto firmare una deroga al riguardo.

In un comunicato del 6 luglio, Human Rights Watch ha detto che l’utilizzo di bombe a grappolo in zone abitate da civili rappresenta in ogni caso una violazione del diritto internazionale ed ha chiesto ai belligeranti e alla comunità internazionale di bandirne l’uso e la fornitura. Quando la stessa organizzazione ha visitato Izjum e i villaggi vicini, tra il 19 settembre e il 9 ottobre 2022, per documentare i crimini compiuti dai russi, ha intervistato oltre 100 civili. Quasi la totalità di questi ha affermato di aver visto detonare i frammenti nei pressi delle proprie abitazioni. Alcuni di questi hanno anche affermato di essere stati feriti.

Un dibattito ancora aperto

Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha detto che la NATO non assumerà una posizione in merito. La questione è stata oggetto di discussioni nell’ultima riunione della NATO a Vilnius. Alcuni dei suoi membri più importanti hanno posizioni contrastanti. Paesi come l’Italia o la Francia ne hanno apertamente condannato la fornitura, altri come la Germania hanno detto che non forniranno tali armamenti all’Ucraina, ma non si sono esposti sulla scelta degli Stati Uniti.

Lo stesso Il commissario Ue alla Giustizia Diedier Reynders si è detto contrario alla loro fornitura e utilizzo, parlando di violazione del diritto internazionale. 

Il Ministro della difesa ucraino, Oleksii Reznikov, ha esposto i cinque principi che ne guideranno l’uso: verranno utilizzate solo in territorio ucraino; in aree non urbane con una grande concentrazione di militari russi; un controllo stretto e registrazione delle aree dove verranno utilizzate; nelle aree liberate con l’ausilio di tali bombe ci si accerterà dell’assenza di munizioni non esplose; riportare ai partner l’uso e l’efficacia delle armi. Quanto questi principi saranno rispettati è cosa tutta da verificare.

Stiamo sicuramente parlando di armamenti estremamente efficaci quando si tratta di colpire obiettivi estesi e statici come le trincee erette dai russi che gli ucraini devono rompere per garantire il successo della controffensiva. Il fattore temporale della controffensiva ucraina è una questione di estrema importanza. La guerra è in fase di stallo e non concludere la controffensiva entro l’arrivo dell’inverno potrebbe avere come ripercussione un nuovo stallo che porterebbe con sé una serie di conseguenze gravi. Allo stesso tempo si sta concedendo l’utilizzo di un’arma capace di ferire la popolazione civile e causare inutili sofferenze, cosa che va contro il diritto internazionale bellico e la tutela dei diritti umani. I civili non dovrebbero essere mai coinvolti nei confronti armati e andrebbe garantita la loro protezione per quanto possibile.

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  • #armi
  • #guerra in ucraina
  • #russia
  • #stati uniti
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