
Non si può considerare Napoli Millenaria come un evento meramente circoscritto al capoluogo campano. Tutto il mondo, infatti, si prepara a festeggiare: persino luoghi che hanno molto poco a che fare con l’antica Neapolis, come Abu Dhabi. Eppure è così: le celebrazioni per i 2500 anni della città si sposteranno per un giorno – il 12 novembre – proprio nella capitale degli Emirati Arabi Uniti. Ad ospitare i festeggiamenti sarà la residenza di Lorenzo Fanara – ambasciatore italiano nel Paese arabo – che coglierà l’occasione del compleanno di Parthenope per diffondere in tutta la penisola arabica la cultura e la tradizione italiana e, in particolare, napoletana.
È proprio in onore dell’antica Palepoli, infatti, che Fanara ha deciso di organizzare una conferenza, “Neapolis 2500: l’Ambasciata d’Italia celebra i 2500 anni della città di Napoli“. Numerosi saranno anche gli ospiti che prenderanno parte a questa vera e propria missione culturale, tra vari rappresentanti delle istituzioni locali e tanti altri volti celebri nel panorama culturale partenopeo, come la direttrice dell’Ipogeo dei Cristallini Alessandra Calise Martuscelli e il direttore del museo di Capodimonte Eike Schmidt.
Nei quattro angoli del pianeta si respira un’aria di festa. L’evento, infatti, sarà un’occasione unica per poter parlare del patrimonio artistico di Napoli, a partire dagli anni della sua fondazione, nel 475 a.C.<, dalla nascita dei suoi iconici decumani e dei suoi antichi tesori che non hanno eguali nel resto del mondo, negli Emirati Arabi Uniti. Significative, a tal proposito, sono state le parole di Lorenzo Fanara, che ha inteso commemorare la storia di Napoli nel mondo arabo proprio alla luce della sua “straordinaria vitalità e varietà artistica“. Del resto, la posizione geografica della città, situata nel cuore del Mediterraneo, ha giocato un ruolo preminente nell’ambito dei traffici e degli scambi culturali con il mondo arabo. “La storia di Napoli è quindi un modello esemplare di diplomazia, come valorizzato dai recenti ‘Med Dialogues’ organizzati dalla Farnesina nella città partenopea”, ha concluso Lorenzo Fanara.
Inoltre, decisive sono state anche le dichiarazioni di Alessandra Calise Martuscelli, mostrandosi incredibilmente onorata per essere stata chiamata a “testimoniare le radici di Napoli nel mondo”. In effetti, “vuol dire che le fondamenta delle metropoli sono ancora vive e attive. So che oltre all’ambasciatore ha voluto fortemente la nostra presenza sua moglie, Sophie, che è belga: si è detta innamorata dell’ipogeo dei Cristallini”, ha proseguito Martuscelli.
Inaugurato nell’estate del 2022, a oggi l’Ipogeo dei Cristallini attira circa 6.000 visitatori l’anno tra cittadini, turisti e studiosi. Questa autentica vetrina della città, dunque, non cessa mai di suscitare un fascino con pochi paragoni al mondo. È impossibile, infatti, rimanere indifferenti di fronte alla bellezza dei colori che animano questa necropoli, realizzati nel IV secolo a.C., e alcuni sono rimasti magnificamente ancora intatti. Un successo totalmente inaspettato, anche alla luce dei grandi punti interrogativi che la cerimonia del sito sollevò. Restava infatti “l’incognita di come avrebbero risposto le pitture alla presenza delle persone”, ha ricordato la direttrice dell’ipogeo. Tuttavia, grazie al contatto con la Soprintendenza archeologica di Napoli, sono stati fatti degli evidenti passi da gigante. “Gli ingressi sono naturalmente contingentati, ma aprire l’ipogeo non è stato significativo solo per la sua importanza storica e artistica”, ha sottolineato Alessandra.
Inoltre, nobili sono gli obiettivi che si propone di perseguire il sito, che continua a offrire importanti opportunità lavorative anche per i giovani del quartiere della Sanità. Uno dei temi principali della conferenza, infatti, riguarderà proprio l’incredibile influenza sociale che la cultura determina in luoghi ritenuti, sino a pochi anni fa, assolutamente marginali, a causa delle notevoli criticità che affliggevano lo storico rione, dalla malavita alla dilagante disoccupazione.
“Da noi sono state girate le sequenze sulla fiction sul sacerdote Antonio Loffredo, si immagina che guardando la medusa dei Cristallini abbia avuto l’idea della svolta: il cambiamento è stato veloce”, ha aggiunto Alessandra. Proprio questa importante svolta ha consentito, poi, di esportare la bellezza dei Cristallini in tutto il mondo. La direzione del sito, infatti, ha avuto modo di entrare in contatto con alcuni esperti in policromia antica dalla fama mondiale alla tavola rotonda al Getty Museum di Los Angeles, tra cui i Brinkmann, che ha dimostrato come l’amore per i colori che sono presenti qui sia radicato anche all’estero.
Ma la magia dei colori non è presente soltanto all’interno dell’ipogeo: anche nei numerosi dipinti custoditi all’interno del museo di Capodimonte si vede pulsare una vitalità artistica che promana proprio dall’energia cromatica che li contraddistingue. Per quanto, infatti, la notorietà della reggia ex-borbonica e del suo patrimonio artistico abbia valicato i confini nazionali, echeggiando anche nel resto del globo, la gioia di Eike Schmidt di poter raccontare nuovamente ad Abu Dhabi il prestigio delle collezioni è incontenibile.
“Si tratta idealmente di una terza tappa di respiro mondiale – ha dichiarato Schmidt – dopo aver condiviso le meraviglie di Capodimonte al Museum Summit di Hong Kong la scorsa primavera e poi questa estate a Seul, incantata dalla mostra “Cultura e società nella collezione ‘800 del Museo di Capodimonte” al My Art Museum. Capodimonte è Napoli, dice il nostro slogan, e abbiamo tanto da raccontare al mondo: siamo la seconda pinacoteca italiana con capolavori di artisti eterni, da Tiziano a Caravaggio”.
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