
Il 31 dicembre 2023 molte concessioni balneari che regolavano le coste italiane sono scadute. Per come vengono gestite le strutture balneari in Italia, spesso ci si dimentica che le spiagge sono un bene demaniale e che, dunque, la concessione riguarda solo i servizi e non la “proprietà” delle spiagge. In un periodo di grande cambiamento dovuto alla fine delle concessioni (prorogate per anni), ci si chiede se questo avrà delle ripercussioni sui prezzi dei servizi. Ma, soprattutto, ci si chiede se il governo sarà in grado di gestire questa sfida. Secondo gli attivisti di Mare Libero, c’è la possibilità di considerare libere le spiagge illegittimamente prorogate, secondo i “principi di diritto” enunciati dall’adunanza plenaria del Consiglio di Stato con sentenze gemelle del 2021.
Tutta la controversia nasce dalla regolamentazione dell’art. 12 della direttiva Bolkestein (la cosiddetta “direttiva servizi”), che impone agli Stati membri di mettere a gara le concessioni demaniali in scadenza, proibendo il ricorso alle proroghe automatiche.
In Sicilia, la Regione aveva concesso due proroghe relative alle concessioni balneari. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 109, ha dichiarato in contrasto con la carta la Legge di Stabilità regionale 2023-2025 (articolo 36), con la quale si è fatto slittare al 30 aprile 2023 il termine per presentare le domande di rinnovo delle concessioni demaniali marittime a scopo turistico-ricreativo (cosiddette concessioni balneari), nonché la proroga alla stessa data del termine per la conferma, in forma telematica, dell’interesse alla utilizzazione del demanio marittimo.
Un’intervista alla coordinatrice provinciale Luana Mencarelli esemplifica una posizione legittima: richiedere ai concessionari in uscita il pagamento di un affitto. “Partecipare all’evento organizzato dal Comune di Massa sulla Bolkestein è stato avvilente. In Italia si punta all’incertezza del diritto e quando non lo è ci si adopera per renderlo confuso. Capisco i balneari che si sentano minacciati dalla scadenza. Tuttavia, è la condizione imprescindibile della concessione stessa di un bene pubblico. Il punto è: ma se le concessioni sono scadute, e dal 2009 che illegittimamente vengono prorogate alla scadenza, da quanti anni i concessionari sono stati lasciati lucrare su beni che non erano più loro? Possiamo parlare di immenso danno erariale fatto subire come collettività da questa politica?”.
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