
Nelle periferie romane a Marzo e ad Aprile la vita è diventata un po’ più dura del solito, con tutti gli scheletri nell’armadio di un contesto sociale già da molto in crisi.
Ad Aprile c’erano state già a Rebibbia delle tensioni riguardo le carceri, dure proteste e tanta rabbia da parte dei familiari di detenuti che reclamavano il diritto a non ammalarsi in carcere. Ma in questo racconto del lockdown andremo a scoprire le contraddizioni sociali delle periferie romane.

Zerocalcare, Michele Rech, un fumettista di Rebibbia proveniente dall’ambiente dei centri sociali. Ha deciso di raccontare la sua Rebibbia Quarantine in una serie di episodi animati che inscenano storie di vita quotidiana al tempo del Covid.
Il protagonista è Michele che all’interno della serie descrive ogni realtà sociale con i propri difetti e le proprie esigenze reali, più che mai soffocate durante la fase 1. Si toccano diversi temi, dall’astinenza dalle droghe al degrado urbano delle periferie visto come tema al centro del dibattito, al modo collettivo di affrontare l’epidemia. Anche qui è presente il tema forte delle contraddizioni sociali delle periferie romane.
Durante un’intervista a Sky TG24 Michele ha parlato degli effetti della quarantena anche su di sé: “lo vivo in quarantene continue, chi fa il mio mestiere è abituato a restare chiuso per lunghi periodi per una consegna ma l’assoluta assenza di staccare anche per andare al cinema alla fine un po’ l’ho sofferto”.

La comunità di Sant’Egidio su un campione di 800 bambini, tutti di età compresa tra i 6 ed i 10 anni, che frequentano 44 scuole primarie dislocate perlopiù nelle periferie di Roma. Le maggiori criticità sono state registrate nelle periferie nei quadranti Sud e Nord. Nonostante la creazione artistica non si fermi mai qui, queste mancanze confermano le contraddizioni sociali delle periferie romane.
Il 61% dei bambini intervistati afferma di non aver seguito lezioni on line, con una didattica limitata all’assegnazione di compiti senza spiegazioni, via WhatsApp o su registri elettronici.
“Più di un bambino su 2 fa lezione una volta a settimana per un’ora e mezza o anche meno, questo è un problema” – ha sottolineato il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo in un’intervista ad Affaritaliani.it.

A San Basilio ci sono state iniziative di promozione culturale come quella del duo Andrea Casta ed Antonio Giuliani con il loro tour “Sotto lo Stesso Cielo”. Si tratta di uno show itinerante con il pubblico al balcone formato dagli abitanti delle periferie.
Dopo l’esibizione a San Basilio, Antonio Giuliani ha commentato così la sua esperienza: “Voglio fare i complimenti alla gente per l’educazione e il senso civico, stessa cosa a Corviale. Si pensa sempre che nelle periferie ci possano essere problemi ed invece non è successo, serata spettacolare!”, a cui fa eco il violinista Andrea Casta: “Incredibile! Anche finito lo spettacolo la gente è rimasta a lungo affacciata, l’energia è circolata come in un piccolo stadio o un grande teatro ed è arrivata nelle case, spero serva a tutti per uno sprint finale verso la fine di questa emergenza”.
Il viaggio nella periferia romana ci ha fatto riflettere molto, pensando a quali dovrebbero essere i temi politici dell’Italia post coronavirus. Intanto in quelle zone ci pensa l’arte ancora una volta a salvare vite. Ricordiamocene quando tutto sarà finito.
di Matteo Giacca
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