
Nelle ultime settimane la nostra redazione ha ricevuto molteplici segnalazioni rispetto alla presenza di discariche abusive e sospette situate fra la provincia di Napoli e quella di Caserta. Non è la prima volta che ci troviamo a denunciare il fenomeno degli sversamenti abusivi. Nonostante ciò, abbiamo dovuto constatare nel tempo come questa piaga sia ormai entrata a far parte della quotidianità della popolazione tanto da non fare nemmeno più il minimo scalpore. “La discarica c’è, fa parte dell’ambiente e prima o poi entrerà a far parte del paesaggio”: questo è il ragionamento a cui abbiamo iniziato a fare affidamento. Proprio per questo motivo non solo abbiamo deciso di riportare tutte le segnalazioni – per cui abbiamo effettuato ricerche e sopralluoghi – in modo da attenzionare i cittadini rispetto ai rischi delle discariche e nella speranza che istituzioni ed enti preposti prendano in carico la problematica, ma abbiamo tentato anche di esaminare il problema nel profondo, in particolare concentrandoci sullo stretto legame che negli anni è andato a stabilirsi tra rischio ambientale e povertà dei territori.
Diversi sono i punti in cui ci è stato segnalato lo sversamento continuo ed abusivo di rifiuti, principalmente distribuiti fra Giugliano in Campania (Napoli) e Castel Volturno (Caserta). Queste le zone critiche:
Gli sversamenti abusivi, di cui abbiamo avuto modo di verificare le dimensioni e la portata, nella maggior parte dei casi sono posizionati in zone sì residenziali, ma lontane dalle aree centrali delle città, con una conseguente invisibilità per i più. È necessario tenere a mente che le discariche abusive non rappresentano solo un insulto e uno sfregio al panorama e alla nostra terra, ma sono in grado di inquinarla e diventare un pericolo persino mortale per cittadini e residenti che abitano nelle zone adiacenti. In particolare, più volte ci è stata segnalata la presenza di rifiuti pericolosi, il cui maggior rischio che abbiamo potuto riscontrare è stato certamente la rilevante presenza di amianto. Lo stesso amianto di cui anni fa è stato sancito il pericolo e la cui tossicità ha portato le Istituzioni a vietarne l’utilizzo in campo industriale ed edile.


La problematica però non si risolve facendo riferimento unicamente all’inciviltà di alcuni cittadini; è necessario analizzare il fenomeno nello specifico e a livello sistematico, partendo dalle criticità delle aree nelle quali si verifica con maggiore frequenza.
Effettuando un’analisi a campione, su 6 siti pericolosi segnalati (solo negli ultimi 2 mesi), abbiamo avuto modo di verificare come tutti siano collocati in zone caratterizzate da depressione economica, difficoltà di stampo sociale ed emarginazione culturale. La domanda è: perché? A questo dubbio è possibile rispondere grazie a diversi rapporti stilati negli anni, anche tramite una collaborazione inter-associativa tra realtà come Caritas e Legambiente. Proprio sulla scorta di questi studi è possibile constatare come la problematica sociale e quella ambientale, non solo siano strettamente collegate, ma dipendano vicendevolmente l’una dall’altra. La povertà, infatti, tende a generarsi laddove si verifica l’assenza delle istituzioni e di un interesse statale concreto; dove c’è assenza di istituzioni l’impunità regna sovrana, lasciando spazio all’inciviltà nei confronti di territori ormai considerati “fuori giurisdizione”, nei quali viene sversato tutto ciò che la “popolazione per bene” getta e consuma. Allo stesso tempo, dove c’è presenza di discariche abusive, il prezzo di mercato degli immobili è al ribasso, diventando così accessibile alle fasce indigenti della popolazione locale, e creando così quel bias cognitivo, figlio del classismo interiorizzato, che ritiene i poveri responsabili di sporcizia e spazzatura, pur essendo quella stessa spazzatura generata dalle zone e delle popolazioni più ricche del pianeta. Proprio a causa del rapporto di cui abbiamo appena analizzato le cause, le zone nelle quali la presenza di immondizia è particolarmente diffusa – e le discariche da noi visitate non fanno eccezione – sono le stesse in cui il grado di alfabetizzazione è minore, o in cui le differenze culturali e linguistiche rappresentano vere e proprie barriere per i residenti.


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