
In 14 anni sono 2100 le discoteche e i locali notturni che hanno chiuso i battenti. A quanto pare, ai giovani (soprattutto alla Generazione Z) i club non piacciono più. Alle feste sfrenate preferiscono gli eventi in campagna, in villa o sui lidi in riva al mare. Insomma, gli spazi aperti e la natura attirano di più, portando i locali a registrare un calo degli ingressi del -30% rispetto al 2022.
Indubbiamente un duro colpo a questo tipo di attività è stato dato dalla pandemia. Le restrizioni e la paura del contagio causate dal Covid hanno portato alla chiusura di moltissimi locali, che non sono più riusciti a riaprire. Non è da escludere, inoltre, che il tanto tempo passato chiusi in casa abbia portato i più giovani a preferire feste ed eventi organizzati all’aperto. Importante anche l’incidenza del calo demografico. A metà anni ’90 i giovani tra i 18 e i 30 anni erano più di 11 milioni, mentre oggi sono poco più di 7.5 milioni
A contribuire sono anche le nuove tendenze, che cambiano ed evolvono il settore dell’intrattenimento notturno. Lo si nota guardando i post e le storie dei giovani sui social: adesso vanno di moda feste in campagna o in villa. Nuove modalità d’intrattenimento diventano virali, come le cene spettacolo o i chiringuito.
Secondo i ragazzi e le ragazze che ancora frequentano discoteche e club, o almeno ci provano, ci sarebbero anche alcuni problemi “invisibili” che rendono difficile la frequentazione di questi luoghi. I costi per l’ingresso sono troppo alti, arrivando, soprattutto nei luoghi più turistici, anche a 50€, drink esclusi. Cocktail che in media possono costare dai 10/15€ in su.
A contribuire alla chiusura di discoteche e locali sarebbe anche la scarsa sicurezza che non riesce ad arginare le sempre più numerose risse che scoppiano durante le serate. Non è un caso, infatti, che sempre più spesso si senta parlare di “movida selvaggia”.
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