
Nei maestosi spazi della Gran Galleria della Reggia di Caserta, prende vita la mostra “Regine. Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa”, visitabile fino al 20aprile 2026. Curata dal direttore Tiziana Maffei e da Valeria Di Fratta, l’esposizione arricchisce l’offerta del sito UNESCO con un percorso dedicato al ruolo politico, culturale e simbolico delle sovrane legate alla storia napoletana ed europea. Le prime sale approfondiscono la figura della regina come madre e consorte, educata fin dall’infanzia all’eleganza, al gusto e alla rappresentanza.
Accanto ai doveri dinastici emergono passioni personali: Elisabetta Farnese amava la caccia, come testimonia un suo fucile esposto, mentre Maria Isabella di Borbone coltivava la pittura. Il matrimonio era strumento di alleanze e consenso internazionale; alcune regine esercitarono un’influenza diretta sul governo, altre scelsero un ruolo più discreto. Di rilievo anche i manoscritti musicali di Leonardo Leo e Saverio Mercadante. La rassegna si apre con Elisabetta Farnese, madre di Carlo III, figura determinante per la visione politica del figlio. Seguono le regine borboniche, tra cui Maria Amalia di Sassonia e Maria Carolina d’Austria, promotrice del borgo di San Leucio.
L’età rivoluzionaria introduce Julie Clary, moglie di Giuseppe Bonaparte, e Carolina Bonaparte, consorte di Gioacchino Murat, portatrici di un gusto più moderno in una Napoli attraversata dai cambiamenti politici. Con la caduta del Regno nel 1861 emerge la figura di Maria Sofia di Baviera, consorte di Francesco II delle Due Sicilie, vittima di una campagna diffamatoria basata su foto-montaggi, episodio ricordato in una installazione del Teatro Civico 14. Seguono le regine sabaude: Margherita di Savoia, Elena del Montenegro, nota per l’impegno caritativo e Maria José del Belgio, la “regina di maggio”.
Le ultime sale esplorano il ruolo delle cortigiane, tra cui Eleonora de Fonseca Pimentel, già bibliotecaria di corte, e tornano sulle passioni artistiche delle sovrane con dipinti di Maria Isabella e un album da disegno di Carolina Bonaparte. Una mostra di afflato internazionale, dunque, come dimostra l’importanza dei prestiti dall’Austria, dalla Francia e dalla Spagna, e molto apprezzata dai visitatori. Un’ulteriore testimonianza della vertiginosa crescita dell’importanza della Reggia come polo museale internazionale alla quale abbiamo assistito negli ultimi anni.
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