
L’estate porta con sé le ferie estive, il periodo in cui milioni di italiani prendono una pausa dal lavoro e si dedicano al relax. Le vacanze come le conosciamo oggi, tuttavia, vantano una storia che si perde nel tempo, fino a risalire all’antica Roma.
Le ferie al tempo dell’impero romano erano dei giorni dedicati alla celebrazione del culto degli dei. Potevano essere pubbliche o private, mentre alcune erano legate a specifiche devozioni delle famiglie di appartenenza. In occasione delle festività venivano organizzati giochi, banchetti e celebrazioni. Nell’antica Roma c’era però anche un’altra pratica diffusa tra gli imperatori, riconducibile alla nascita delle ferie. Cioè quella di lasciare la città nei mesi più caldi, in cui il clima rappresentava un rischio maggiore di incendi e infezioni.
Nell’antica Roma il mese di Agosto, in cui ricorrevano una serie di importanti feste religiose, era interamente dedicato ad Ottaviano Augusto. L’imperatore, al quale si deve il nome del mese di Agosto, istituì nel 18 a.C. un periodo di festeggiamenti e di riposo per tutti i cittadini dell’impero: feriae Augusti. Termine da cui deriva la parola Ferragosto, letteralmente “il riposo di Augusto” e da qui prende il nome la festività tuttora in vita e simbolo dell’estate: Ferragosto.
Invece, risale al ventennio fascista la tradizione di celebrare il Ferragosto con una gita fuori porta. Poiché l’interesse del Duce (Benito Mussolini) era quello di diffondere una cultura italica e popolare. Difatti, le famiglie italiane venivano spronate nel prendersi una giornata di vacanza e esplorare luoghi e tradizioni della penisola.
Le ferie e le vacanze sono state una conquista innegabile di benessere, psicologico e fisico, che ha dovuto attraversare varie fasi e aspettare diversi decenni per vedere riconosciuta la propria esistenza. Risale al 1871 il “Bank Holiday Act”, l’atto ufficiale in cui per la prima volta, in Inghilterra, si riconoscevano ben quattro giorni di ferie per i dipendenti delle banche in Inghilterra, Galles e Irlanda. Il diritto delle ferie non era quindi ancora esteso alla tutti i lavoratori, ma a una singola categoria di privilegiati.
Lo Stato che per primo ideò un periodo di ferie “pagate” esteso a tutti i lavoratori fu la Francia; il progetto di legge fu presentato e approvato nel 1925. Ma la promulgazione della legge ci fu solo nel 1936, anno in cui il Segretario di Stato Leo Lagrange denominò “Anno I° della felicità”. La legge francese prevedeva 15 giorni di pausa per tutti i lavoratori, nel periodo estivo.
Qualcosa di simile alla legge francese fu istituita anche in Italia, durante il regime fascista: la Carta del Lavoro del 1927 sancì infatti il diritto “dopo un anno di ininterrotto servizio” a un periodo di “riposo feriale retribuito“.
Ma fu la Costituzione Italiana del 1948 che sancì per sempre il diritto irrinunciabile del lavoratore a delle ferie annuali e retribuite. Infatti la legge ribadì il concetto di “vacanza obbligatoria“.
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