
Le associazioni culturali Tramandars ed Amici del Casamale hanno acceso i cuori di tutti con il loro ultimo progetto “Luci in Fuga“. Il loro desiderio di continuare a valorizzare il Borgo Casamale è diventato realtà grazie alla collaborazione dell’artista partenopeo Giotto Calendoli. Le luminarie, elemento radicato nella nostra tradizione, sono diventate qualcosa di più: non solo decorazioni per le festività, ma un linguaggio che parla alle nuove e alle passate generazioni.
L’artista Giotto Calendoli, da sempre vicino all’associazione Tramandars e ospite della prima edizione di Art Summit- Vesuvio Contemporary Residency, attraverso questo intervento artistico ha mescolato tradizione e innovazione per restituire alla comunità l’occasione di dialogare con i propri desideri, aiutandoci a ritrovare il bambino che è dentro ognuno di noi, quel bambino pronto a cogliere la propria luce nella semplicità. Le opere saranno visibili al Borgo Casamale fino al 21 gennaio 2025.

Per chi non lo sapesse, il Borgo Casamale è il centro storico di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, e rappresenta per i suoi abitanti un vero e proprio centro di aggregazione sociale, ma anche culturale. Infatti, l’arte e la cultura rappresentano strumenti fondamentali per la riqualificazione del territorio e questo messaggio è proprio lo spirito guida delle associazioni Tramandars ed Amici del Casamale che lavorano in totale sinergia sin dagli inizi, coltivando un rapporto fatto di rispetto ed amicizia.

Numerosi esempi del loro lavoro, che va avanti dal 2017, sono “l’Incontro Luce”, realizzato proprio con Giotto Calendoli, o ancora “Love is Energy”, con Gianpiero d’Alessandro; le collaborazioni con Francisco Bosoletti e Vittorio Valiante, dimostrando ogni volta che l’arte è uno strumento forte per il cambiamento. La riqualificazione non riguarda solo il restauro vero e proprio, ma anche la rinascita culturale e sociale di una comunità, dove l’arte diventa il motore che guida il cambiamento e la crescita.

Ed è proprio questo forte senso di comunità che ha contribuito a creare anche spazi come l’Hub Side, un vero e proprio centro culturale ove si svolgono mensilmente eventi artistico-culturali, o come Casa Tramandars, un edificio nel cuore del Casamale recentemente ristrutturato dall’associazione, adibito a dimora-studio per gli artisti. Ed infine, c’è Putèca, un ex “vascio” trasformato in spazio sperimentale, concepito per ospitare progetti espositivi di arte contemporanea.
Casa è quel luogo dove ci rifugiamo per sentirci di nuovo bambini, casa può essere ovunque e casa può essere chiunque. Giotto Calendoli, napoletano emigrato a Milano, ha ritrovato nel Borgo Casamale, nonostante non fosse il suo luogo di appartenenza, un senso di famiglia, un abbraccio sociale che ti scalda il cuore. Ed è proprio vero che quando vai via da Napoli piangi due volte, quando arrivi e quando te ne vai.
Ecco perché abbiamo voluto chiedere a Giotto Calendoli che cosa fosse per lui “Luci in Fuga”: “È un bambino che ha il desiderio di sentirsi a casa, che vuole accendere le luci e ricaricarsi a casa sua, nel suo borgo, nella sua terra. Il senso di appartenenza ha avuto un ruolo fondamentale nel progetto, di conseguenza lavorare in un borgo con una comunità vera, dove si tramandano la manualità e l’amore per il proprio lavoro, è stato il tocco magico di cui Luci in Fuga aveva bisogno. In una società dove sono tutti frivoli ed è tutta fuffa, l’amore per la propria casa e la semplicità sono la vera arte”.

Il senso di appartenenza e la valorizzazione del territorio sono due princìpi che camminano per mano: quando le persone si sentono parte di un progetto culturale che valorizza il proprio ambiente, si crea una connessione emotiva che contribuisce alla rigenerazione sociale, culturale ed economica dell’area. La riqualificazione diventa così un processo che va oltre la semplice ristrutturazione fisica, puntando a ricostruire legami sociali e a dare nuovo vigore alla comunità, offrendo opportunità di crescita, scambio ed espressione culturale.
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