
Il territorio dell’Agro Caleno vive da decenni una forte pressione industriale e fronteggia le conseguenze degli sversamenti illeciti di rifiuti. È in questo contesto che nasce #BastaImpianti, atto a difendere la salute pubblica e tutelare l’ambiente. Abbiamo intervistato Giorgio Borrelli, attivista del Movimento, che afferma: «Il futuro dell’Agro Caleno e dell’Alto Casertano dipende dalla capacità di cittadini, associazioni e istituzioni di agire insieme per fermare il degrado ambientale e restituire dignità a un territorio che per troppo tempo ha pagato il prezzo di scelte sbagliate».
#BastaImpianti contrasta principalmente la crescente domanda di nuove installazioni di impianti in territori già ad alta concentrazione degli stessi. Tra il 2018 e il 2020, portò all’attenzione pubblica il progetto di realizzazione di due impianti previsti nella zona ASI di Pignataro Maggiore, un’area a forte vocazione agricola e sede di numerose attività legate alla produzione alimentare. Durante la pandemia le mobilitazioni popolari subirono una battuta d’arresto, mentre proseguirono gli interventi a stampo industriale, tra cui il metanodotto tra Pignataro Maggiore e Pietravairano. Ciò avrebbe favorito la diffusione di nuovi impianti a biomasse, come quello di Cauciano. «La nostra mobilitazione ha bloccato l’iter autorizzativo con non poche difficoltà, soprattutto a causa della politica locale e provinciale».

#BastaImpianti porta avanti delle richieste ben definite: il blocco di nuovi impianti ritenuti insalubri e la sospensione delle procedure autorizzative, un programma di riqualificazione delle aree ASI, insieme all’avvio di un piano di bonifiche ambientali. Chiede anche l’attivazione di un piano sanitario strutturato per i pazienti oncologici e una collaborazione stabile con le ASL e le strutture regionali competenti con un monitoraggio costante dei dati epidemiologici. Importante per il Movimento, oltre all’impianto di Cauciano, è anche la questione dell’ex Pozzi Ginori, tra Calvi Risorta e Sparanise. In assenza di un piano di bonifica definitivo, #BastaImpianti continua a sollecitare interventi di messa in sicurezza del sito e guarda a una sua possibile riconversione, immaginando la nascita di un grande parco verde che possa rappresentare anche la porta d’accesso naturale all’area archeologica dell’antica Cales.
Negli anni, #BastaImpianti ha agito in una rete di mobilitazione territoriale: «È stato avviato un “Osservatorio Ambiente“ con la partecipazione dei sindaci dell’Agro Caleno, concepito come uno spazio di coordinamento tra amministrazioni e cittadini circa le emergenze ambientali e le scelte impiantistiche. Parallelamente, il movimento ha sperimentato la formula del “Consiglio Popolare“, con sedute aperte ai cittadini a funzione consultiva rispetto alle decisioni degli enti locali». Tra il 2025 e il 2026, il Movimento #BastaImpianti è stato ascoltato in diverse sedi istituzionali: dalla prefettura di Caserta, dalla Commissione Ambiente a Roma, dalla Commissione parlamentare bicamerale Ecomafie e da Roberto Fico nel corso di un incontro presso la Regione Campania.
Il Movimento sostiene che la difesa del territorio non possa essere demandata esclusivamente alle istituzioni: «Per questo chiediamo ai cittadini di informarsi, partecipare alle assemblee pubbliche, vigilare sulle scelte che riguardano l’ambiente e la salute collettiva e sostenere le iniziative di tutela del territorio. Un appello particolare lo rivolgiamo ai giovani, troppo spesso assenti nei momenti di confronto e di decisione collettiva. A loro diciamo che questo territorio è anche e soprattutto il loro: è qui che costruiranno il proprio futuro, è qui che potranno scegliere se vivere in una terra ferita o in una comunità capace di rialzarsi e difendersi. La loro energia, la loro creatività e la loro visione sono indispensabili per immaginare un domani diverso. Partecipare oggi significa avere voce domani».
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