Ultimo Magazine
Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora
Informare Online

Home
La Redazione
  • Speciali
Officina Volturno
  • Storia di Napoli a fumetti
  • Premio "città di Castel Volturno"
  • Informare con l'Arte
  • PCTO nelle scuole
  • Lavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
  • I nostri sostenitori
AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche
Logo Informare Online

Magazine di promozione culturale, periodico mensile gratuito, che nasce nel 2002 a Castel Volturno, fondato da Tommaso Morlando, in concomitanza con una forte attività associazionistica praticata dal Centro Studi Officina Volturno sul territorio, in termini di salvaguardia ambientale e testimonianza contro la criminalità organizzata.

Magazine del mese

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026Sfoglia ora

Link Utili

  • Home
  • Contatti
  • La redazione
  • Punti di Distribuzione
  • Sostienici
  • I Nostri Sostenitori
  • Archivio Magazine

Categorie

  • Attualità
  • Ambiente
  • Politica
  • Cultura
  • Spettacolo
  • Sociale
  • Sport
  • Castel Volturno
  • Comunicati Stampa
  • Pubblicazioni Scientifiche

Seguici su

Scarica l'App

© 2026 Informare Online. Tutti i diritti riservati.

Testata giornalistica reg. Tribunale di S. M. Capua Vetere N° 678 del 03/04/2007
Home
La Redazione
Officina Volturno
Inchieste
Video
Sostienici
ApprofondimentiAttualità

Le nostre Università cadono a pezzi, ma noi preferiamo armarci

Gianrenzo Orbassano
Gianrenzo OrbassanoRedazione Informare
21 ottobre 20225 min di lettura

Condividi su

WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram
Le nostre Università cadono a pezzi, ma noi preferiamo armarci

Indice (4)

  • 1Tragedia sfiorata a Cagliari: le Università sono luoghi sicuri?
  • 2In Italia non si investe abbastanza per l’educazione
  • 3I fondi del PNRR ribalteranno questa situazione?
  • 4I soldi per le armi, invece, non sono mai troppi…

Erano le 21.50 di un martedì a Cagliari. Soltanto due ore prima, all’Università di Cagliari, si era conclusa una lezione all’interno della palazzina a due piani che ospitava i corsi di Lingua e Comunicazione, nel Polo umanistico di Sa Duchessa. Gli studenti si erano già ritirati dal plesso da più di un’ora: chi ha rincasato, chi ha raggiunto le proprie compagnie in città.

Nessuno rimase all’interno della palazzina quando avvenne l’accaduto. Con il senno di poi, avremmo detto: “per fortuna“. Già, perché se il destino avesse remato contro, oggi si sarebbe parlato di una tragedia. Erano le 21.50 di un martedì a Cagliari, all’Università di Cagliari, quando quella palazzina crollò. L’edificio ospitava l’ex Aula Magna e altre aule della Facoltà, luoghi dove tutti i giorni la vita universitaria si sente nell’aria. Luoghi frequentati da molti studenti. Di quell’edificio collassato, adesso resta solo un moncone della facciata e un muro laterale. Il resto sono macerie.

Tragedia sfiorata a Cagliari: le Università sono luoghi sicuri?

Macerie. Le nostre Università spesso sono accostate a questa parola. Già da qualche giorno, proprio in quell’Università a Cagliari, alcune fotografie scattate dagli stessi studenti mentre seguivano la lezione con l’aiuto delle slide trasmesse dal proiettore sul muro, rivelavano spaccature e crepe nel pavimento e nei muri dell’ex Aula Magna. Foto scattate per altri motivi dagli studenti, che ora le postano sui social e denunciano quelli che ritengono fossero gli indizi di un possibile cedimento.

A guardarle oggi, quelle foto, si hanno i brividi: un crollo che poteva essere una strage. Solo l’orario – e mettiamoci anche una massiccia dose di buona sorte – ha evitato che sotto le macerie potessero esserci morti e feriti, specie se giovani studenti. Le Università – diremo adesso una banalità – dovrebbero essere dei luoghi sicuri così come le strutture scolastiche in generale, uffici, case. Invece, paradossalmente, non è sempre così.

In Italia non si investe abbastanza per l’educazione

Secondo un articolo del sito The Vision, I dati di Eurostat parlano chiaro. L’Italia è il Paese europeo che, in percentuale rispetto alla propria spesa pubblica, investe meno in “educazione”, una categoria che comprende la scuola dell’obbligo, l’università, servizi sussidiari all’educazione e altri tipi di formazione. L’Italia destina l’8,0% della propria spesa pubblica in questo campo, posizionandosi all’ultimo posto della classifica dopo la Grecia (8,3%). La media Europea è del 10,0%. Paesi come la Svizzera e l’Islanda doppiano le nostre cifre, assestandosi intorno al 16%. Altri grandi Paesi europei comparabili con l’Italia hanno tutti percentuali nettamente più alte: 9,6% la Germania, 9,5% la Spagna e la Francia.

Come ci suggerisce The Vision, lo scarso investimento verso l’istruzione in Italia, genera una miriade di problemi concatenati tra loro: abbandono scolastico precoce, basso numero di laureati. E ancora, stipendi degli insegnanti ridotti, tassazione più alta d’Europa, sistema di borse di studio o alloggi per studenti trasformato in un sistema elitario dove molto spesso a laurearsi è chi esce da un liceo o ha genitori a loro volta già laureati o comunque benestanti. Di questo, ne avevamo già parlato in questo articolo del nostro Nicola Iannotta.

I fondi del PNRR ribalteranno questa situazione?

Una situazione che si pone in netto contrasto con la Dichiarazione Universale dei diritti umani delle Nazioni Unite, che all’articolo 26 dichiara così recita: “l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito”. A questi, si aggiungono come se non bastasse, altri problemi: l’incapacità di preparare adeguatamente per il mondo del lavoro, la fuga di cervelli, edifici fatiscenti. Appunto. Ai fondi del PNRR, è affidata la non facile impresa di invertire il trend della spesa pubblica per l’educazione, che vede l’Italia – come abbiamo constatato – tra i fanalini di coda nel Vecchio Continente.

Eppure, facendo una curiosa comparazione con altre spese che l’Italia ha affrontato in passato e che – soprattutto in fase pandemia – continua ad affrontare puntualmente, questa storia assume i contorni di una vera e propria beffa. Facendo i maligni, prendiamo in considerazione questi fatti: tra le tante conseguenze catastrofiche della guerra scatenata dalla Russia di Vladimir Putin contro l’Ucraina, si aggiunge anche un aumento drastico delle spese militari in tutti i paesi occidentali. Naturalmente, tra questi paesi ci siamo anche noi.

I soldi per le armi, invece, non sono mai troppi…

Con la guerra in Ucraina, quindi, aumenta la spesa pubblica. Il documento programmatico triennale prevede l’aumento della spesa militare di 1 miliardo e 200 milioni. È questo ciò che emerge dalle 256 pagine del Documento Programmatico Pluriennale (Dpp) della Difesa. Il documento triennale firmato dall’ormai ex Ministro Lorenzo Guerini, prevede infatti che la spesa per le Forze Armate raggiunga i 18 miliardi nel 2022, contro i 16,8 miliardi dell’anno precedente. La guerra in Ucraina, che perdura dal 24 febbraio, ha messo in allarme le Nazioni europee e ha spinto alcuni Paesi, tra cui Italia e Germania a investire più risorse nella Difesa.

Questi dati, aprono un grande tema che purtroppo la nostra classe politica – nonostante le passate elezioni – non ha saputo affrontare. Così come non abbiamo saputo affrontare opportunamente la questione sull’invio di armi in Ucraina. Risulta urgente un intervento da chi si sta assumendo la responsabilità di governare l’Italia, di elaborare politiche economiche che prevedano un’inversione del rapporto tra gli investimenti pubblici nell’educazione e i fondi destinati agli armamenti. Un reale processo di disarmo internazionale, potrebbe donare grandi benefici allo sviluppo di popoli e nazioni, liberando risorse finanziarie da impiegare in maniera più appropriata per la salute, la scuola, le infrastrutture e la cura del nostro territorio: temi che scaldano i cuori dei nostri rappresentanti nelle istituzioni soltanto – e neanche più di tanto – in occasione delle sentitissime (invece) campagne elettorali.

Tags
  • #armi
  • #investimenti
  • #Università
Gianrenzo Orbassano
Redazione Informare

Gianrenzo Orbassano

Laureato in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno, scrittore e aspirante giornalista. Appassionato di musica, poesia e cultura pop. Ama viaggiare e scoprire nuove visioni del mondo, per questo fa e disfa valigie di creatività.

Articoli Autore
Ti è piaciuto questo articolo?Condividilo con i tuoi contatti
WhatsAppFacebookX (Twitter)Telegram

Potrebbero interessarti anche

•
•
•
•

Magazine di Settembre - Arcangelo
Magazine Settembre 2026

Magazine di Settembre - Arcangelo

Sfoglia ora

Home
La Redazione
Speciali
Officina Volturno
Storia di Napoli a fumettiPremio "città di Castel Volturno"Informare con l'ArtePCTO nelle scuoleLavoro e Servizi
Inchieste
Video
Sostienici
I nostri sostenitori

Categorie

AttualitàAmbientePoliticaCulturaSpettacoloSocialeSportCastel VolturnoComunicati StampaPubblicazioni Scientifiche

Segnalazioni WhatsApp

Hai qualcosa da segnalarci?

Scrivici su WhatsApp. Tuteliamo l'anonimato e la riservatezza delle fonti.

Scrivici su WhatsApp

Seguici su:
Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Torna dopo 25 anni di stop il Giro di Campania: la presentazione a Palazzo Santa Lucia

A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...

Davide Puzone•18/09/2026
Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Costiera Amalfitana in fiamme: gli incendi sono stati appiccati con ordigni

La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...

Ilaria Morlando•18/09/2026
Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro
  • APPROFONDIMENTI•
  • ATTUALITÀ

Il Santo Patrono restituito alla città di Napoli: ultimato il restauro dell'edicola di San Gennaro

Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...

Mariafrancesca Cafarelli•18/09/2026
RUBRICA. Leggere che passione!
  • APPROFONDIMENTI•
  • CULTURA•
  • MAGAZINE SETTEMBRE 2026

RUBRICA. Leggere che passione!

Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...

Redazione Informare•18/09/2026